Ddl Cirinnà Unioni Civili – Pressing M5S e Misto: “O calendarizzate o non voteremo più”

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ddl cirinna unioni civili
ddl cirinna unioni civili

di Vincenzo Mongiardo.


Si è conclusa la riunione di capigruppo di oggi: il PD boccia tutte le richieste di fissare una data certa per l’inizio della discussione in aula del Ddl Cirinnà. M5S e Gruppo Misto minacciano: “Se non fissate una data certa per la discussione in aula, abbandoneremo i lavori della Commissione”. Cappelletti: “Abbiamo proposto di calendarizzare il ddl per mercoledì, ma hanno votato contro”. Per la calendarizzazione, in dissenso dal gruppo, ha votato oggi anche la senatrice Cirinnà e fra i Dem anche anche alcune astensioni che però in Senato valgono voto contrario.


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Che in politica valga il principio dell’Ubi maior, minor cessat è cosa ormai risaputa. Almeno così la pensano i componenti della Commissione Giustizia del M5S Enrico Cappelletti e del Gruppo Misto Luis Alberto Orellana e Maria Mussini che annunciano battaglia per le prossime ore

Noi vogliamo queste riforma forse più di qualsiasi altro partito – sottolinea Cappelletti – Prendiamo atto che, a fronte dell’ostruzionismo in corso abbiamo la commissione bloccata.

E per uscire da questo stallo, o almeno provare a forzare la mano, i tre senatori hanno deciso che non parteciperanno ai lavori finché la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama non calendarizzerà il ddl per l’aula, togliendo la dicitura attuale, che la prevede, ma alla condizione “ove concluso l’esame in commissione”.

Quella clausola consente di proseguire con l’ostruzionismo – denuncia Mussini – e noi ci siamo stancati di questo gioco, che blocca la commissione Giustizia. Il Pd è contrario a calendarizzare il ddl, ma visto che il ddl procede con una maggioranza diversa, forse è il caso che questi voti vengano a mancare.

Se così fosse, il ddl rischia di non avere più i voti in commissione, mentre la paralisi potrebbe essere scongiurata – rilevano i senatori Alberto Airola (M5S) e Alberto Orellana (Misto) – fissando sedute senza orario di chiusura.

Anche per il Sen. Cappelletti:

La Commissione Giustizia Senato é rallentata, quasi bloccata da mesi a causa dell’ostruzionismo di NCD e FI sulle Unioni Civili e dal supporto all’ostruzionismo, fornito da PD e maggioranza. PD e maggioranza infatti, si guardano bene dal forzare la mano con gli alleati di governo (sia quelli ufficiali che quelli… ufficiosi di FI) prima di aver superato il nodo delle riforme costituzionali più inutili e dannose della storia della Repubblica italiana.

Ma c’è di più. Per il Sen. Cappelletti si tratta di un ricatto politico per ottenere minor ostruzionismo sulle riforme costituzionali:

È di tutta evidenza che questo rallentamento ha uno scopo: ricattare gli “alleati” di governo. mantenendoli a cuocere… a fuoco lento. Solo se si comporteranno bene, otterranno con tutta probabilità il depotenziamento (da loro auspicato) delle riforme “congelate” in commissione.

Per i Senatori del M5S è tutto un gioco politico sul filo del rasoio per portare a casa la riforma costituzionale a scapito delle persone che aspettano queste riforme sui diritti civili da anni:

Il PD non lesina dunque a speculare neppure su diritti fondamentali, attesi da decenni – afferma Cappelletti dal suo profilo FB – mette tutto sul banco delle riforme costituzionali. In fondo di queste altre riforme per far funzionare la giustizia, del riconoscimento dei diritti attesi da milioni di persone, a loro, cosa interessa… meglio portare a casa la riforma costituzionale: e sistemare in Senato un po’ di consiglieri regionali rigorosamente con problemi di giustizia. Tanto poi scatterà l’immunità parlamentare.

La soluzione che la senatrice Mussini ha presentato oggi nella conferenza dei capigruppo, per evitare che la discussione si protragga all’infinito è semplice e funzionale: togliere il vincolo che prevede la calendarizzazione del testo ‘ove concluso in commissione’.

Secondo alcune voci i tre Senatori starebbero puntando alla calendarizzazione per l’8 ottobre e visto che di sicuro la discussione in Commissione non sarà terminata per quella data si arriverebbe in aula con tutti i 12/13 testi di legge (che il ddl Cirinnà mirava a unificare). A quel punto, la Senatrice Cirinnà potrebbe presentarne uno identico a quello presentato in Commissione che sarebbe votato in aula come nuovo testo base coi voti della parte del PD favorevole, di M5S, Misto e Sel.

Tuttavia, la soluzione si preannuncia già impraticabile perché metterebbe in crisi la tenuta dell’alleanza di governo e, si sa, il premier Renzi non è disposto a tanto pur di far approvare le Unioni Civili.

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