Unioni civili, Cirinnà: “Se la legge diventerà una porcata mi dimetto”

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La senatrice Monica Cirinnà (PD), relatrice del ddl Unioni civili
La senatrice Monica Cirinnà (PD), relatrice del ddl Unioni civili

L’onorevole Monica Cirinnà al liceo Terenzio Mamiani di Roma: “Mi dimetterò se la legge sarà porcata”. Poi le previsioni: “Il testo otterrà la fiducia entro la fine di aprile e dai primi di giugno avremo le prime unioni civili“.


Di Emanuele Longobardi.

Torna a parlare del disegno di legge sulle unioni civili l’on. Monica Cirinnà, la senatrice che per anni si è battuta per i diritti delle coppie omosessuali.

Ospite quest’oggi del liceo Terenzio Mamiani di Roma, l’on. Cirinnà ha dichiarato: “Mi dimetterò se la legge sarà una porcata”.

Per molti attivisti LGBT tuttavia, il DDL sulle unioni civili così come figura oggi dopo il maxi emendamento del governo approvato in Senato col voto di fiducia, non è sufficiente. Le associazioni lgbt lo hanno ribadito scendendo in piazza del popolo a Roma il 5 marzo.

Lo stralcio della stepchild adoption, vero cuore pulsante del DDL, lo stralcio dell’obbligo di fedeltà, il “concordato” con Angelino Alfano, i discorsi omofobi uditi in aula, il livello del dibattito, il pericolo dell’istituzionalizzazione di una discriminazione, la necessità del rilancio della legge contro l’omofobia e del matrimonio egualitario, sono stati i punti nevralgici della manifestazione della comunità arcobaleno.

“Sarebbe stata mutilata – continua la senatrice dem riferendosi alla legge licenziata da palazzo Madama – se non fosse stata piena di diritti per queste coppie”. Non ci sta dunque a parlare di una “legge mutilata”, ma esprime soddisfazione per il risultato raggiunto.

“Il testo – aggiunge – otterrà la fiducia entro la fine di aprile e dai primi di giugno avremo le prime unioni civili”.

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