Mozione omofoba Basilicata – Il consigliere omofobo: “Il gender vuole vietarci di definirci maschio o femmina”

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Mozione omofoba Basilicata: Putin diretto ispiratore
In copertina Putin: ispiratore delle mozioni omofobe italiane come quella approvata in Regione Basilicata

di Alberto de Lupis



Mozione omofoba Basilicata: Il consiglio regionale approva mozione omofoba proposta e sponsorizzata dall’associazione antigay ProVita. Tra i firmatari, insieme alle destre e ai centristi, anche un esponente del PD. Delirio dell’esponente dei Popolari «La teoria del gender vuole che tutti noi, compresi i bambini, non diciamo più “io sono maschio” o “io sono femmina”, ma “io sono come mi sento”». Ai bambini non si potrà fare educazione al rispetto. Putin scelto come modello politico dagli omofobi italiani.



C’è chi diceva no al colesterolo, ebbene, la Regione Basilicata dice no al gender. A Potenza, lo scorso 28 luglio, è stata approvata in Consiglio Regionale una mozione, – udite udite, redatta grazie a una “consulenza esterna” dell’associazione di matrice omofoba ProVita Onlus, – atta a far si che all’interno delle scuole lucane di ogni ordine e grado «non venga introdotta la “teoria del gender” e che venga rispettato il ruolo della famiglia nell’educazione all’affettività e alla sessualità, riconoscendo il suo diritto prioritario ai sensi dell’art. 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e dei decreti che riconoscono le scelte educative dei genitori».

Tra i firmatari del documento troviamo al primo posto Aurelio Pace, Consigliere regionale dei Popolari (PPI – PPE); seguono Paolo Castelluccio e Michele Napoli di Forza Italia, Gianni Rosa di Fratelli d’Italia, Achille Spada e Carmine Miranda Castelgrande per il Partito Democratico, Franco Mollica di Unione di Centro, Nicola Benedetto di Centro Democratico Luigi Bradascio del PP (Pittella Presidente).

La mozione, con un iniziale sostegno di nove consiglieri su ventuno, è stata infine approvata a maggioranza dal Consiglio Regionale.

É lo stesso Aurelio Pace a dichiarare:

Essa (la teoria del gender) vuole insomma che tutti noi, compresi i bambini, non diciamo più “io sono maschio” o “io sono femmina”, ma “io sono come mi sento”. In alcune scuole vengono proposte e si vorrebbero imporre per legge, fiabe come “perché hai due mamme”, “perché hai due papà”, che indirettamente invitano i bambini e gli studenti a scegliere il proprio genere, ignorando le proprie origini biologiche. Questo tipo di insegnamento oggettivamente confonde e ferisce la crescita e l’innocenza dei bambini.

Certo, pure impegnandosi, non si capisce in che modo una fiaba che tratti il tema dell’omogenitorialità possa compromettere, per un bambino o una bambina, la percezione della propria identità di genere.

La  nuova crociata dei fanatici cattolici contro le persone gay, lesbiche, trans.

Quello che appare evidente è il tentativo da parte dell’associazionismo cattolico – fiancheggiato da una poltiglia centrista che ha perduto qualsiasi connotazione politica – di contrastare la crescente presa di coscienza a livello mondiale nel riconoscere alla Comunità LGBT i diritti umani e civili che le spettano.

Per i nostalgici una soluzione appetibile può essere rappresentata da un insabbiamento accademico che ricorda, per molti versi, la pudicizia di stampo democristiano.

Una teoria gender non esiste. Esistono gli Studi di Genere, appartenenti all’ambito disciplinare degli Studi Culturali, dalla Critica Marxista al femminismo.

Gli studi di genere (perché trattasi di un approccio fluido e interdisciplinare) non hanno niente a che fare con le goffe interpretazioni di questi “crociati”, a meno che nelle scuole elementari venga insegnato il decostruzionismo, il post modernismo o magari le basi del pensiero femminista… in questo caso farei volentieri domanda per ricominciare a mettere il grembiule nero col colletto bianco. Signori e Signore, potete stare tranquilli. La scuola italiana continua a essere quella di sempre: culturalmente arretrata e anoressica di stimoli; se avete a cuore l’istruzione dei vostri figli mi auguro che oltre al sito di ProVita andiate a informarvi su cosa comporti il recente Ddl Scuola approvato in Senato. Mi auguro parliate con gli insegnanti e le insegnanti non soltanto durante i ricevimenti prima delle vacanze natalizie, chiedete loro qual è la reale condizione del lavoro svolto e quali i mezzi a disposizione.

Gioco del rispetto contro l'omofobia
Una delle immagini realizzate per il “Gioco del rispetto”: progetto educativo contro l’omofobia e per il rispetto delle diversità. Nessun educatore sogna mai di insegnare ai bambini che non devono più esistere maschi e femmine e che bisogna annullare le differenze biologiche fra i sessi, ma che sarebbe più bello un mondo in cui uomini e donne, a prescindere dalle loro differenze, preferenze, condizioni, avessero pari dignità e opportunità. Un uomo che stira non dovrebbe essere discriminato o deriso, così come una donna che segue il calcio, o guida un tir.

Trovo gravissimo che un Consiglio Regionale abbia potuto approvare una mozione che, fra le altre cose, reciti: «La promozione della “teoria del gender” nelle scuole potrebbe essere attuata mediante progetti chiamati educativi, che vorrebbero promuovere codeste pretese per renderle invece “norma”».

Il gioco del rispetto.

Questi progetti – che educativi lo sono davvero – si limitano grazie ad attività ludiche e didattiche a rendere comprensibile, per i più piccoli, una realtà spesso complessa e sfaccettata; offrono strumenti alle generazioni più giovani e alle loro famiglie. Un esempio è “Il gioco del rispetto”, un bellissimo progetto voluto allo scopo di “insegnare ai bambini il rispetto di genere e il superamento di stereotipi e discriminazioni attraverso il gioco”.

La domanda che mi sorge spontanea è: queste persone esattamente di cosa hanno paura? Non sarà mica che il nervo scoperto di tutta questa “bufala gender” (oltre a una sessuofobia non indifferente) sia che l’omosessualità possa essere insegnata come la matematica? Dobbiamo dedurre che nel loro cervello eterosessuali non si nasce ma si diventa a seguito di un’istruzione oscurantista?

ProVita Onlus informa che altri Consiglieri Regionali «si sono mostrati molto interessati alla mozione, ma hanno chiesto tempo per potersi documentare meglio».

Ecco, bravi: documentatevi.

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2 COMMENTI

  1. Da che mondo e mondo l’uomo ha sempre avuto tendenze autolesioniste e pensando di avere già inciso non poco sulla natura in generale vuole incidere anche sulla sua stessa natura portandosi all’autodistruzione. Studi? Studi fatti da chi? Da sociologi? Psicologi? Psicosociologi?
    O da qualche altro soggetto laureato in scienza delle merendine? Studi (se di studi possiamo parlare) fatti a quale scopo? Partendo da cosa? Da quale punto di vista? A vantaggio di chi?
    Ognuno di noi deve mettersi in testa di essere quello che è. Che deve fare solo ed esclusivamente ciò che può fare. Ciò che per natura non può fare non si fa e basta, senza mezzi termini. Che si deve accettare per come è e che deve rassegnarsi ad avere i suoi pregi e i suoi difetti. Solo con questa consapevolezza la diversità diventa ricchezza.
    In caso contrario diventa vizio e, come tutti i vizi, diventa deleterio per sè stesso e per tutti gli altri. Tutto ciò indipendentemente dall’appartenenza a ideologie politiche e/o religiose che nulla hanno a che fare con quanto ho detto. Sono consapevole che fare questo commento su questo blog mi esporrà a chissà quali pensieri e/o giudizi da parte di molti, ma non posso non esprimere la mi opinione e sopratutto il mio disappunto su tutte quelle pseudo-teorie stravaganti e dedite alla novità a qualunque costo, che portano solo confusione e sconcerto. Detto ciò non entrerò più su questo blog sperando di aver acceso almeno una scintilla di luce.

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