Quanti sono i gay, le lesbiche, le trans, i bisessuali, nel mondo e in Italia?

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Quanti Gay ci sono nel mondo?
Quanti Gay ci sono nel mondo?

di Alberto De Lupis.


Una lettrice scrive a noi di LGBT News Italia domandandoci quanti sono i gay sguinzagliati in giro per il mondo. Non una percentuale, precisa, ci viene richiesto un numero approssimativo. E così al sottoscritto, che sognava ardentemente di occuparsi della posta del cuore e lenire le vostre ferite d’amore ancora scottate dal sole estivo, tocca spolverare la palla di cristallo e sistemarsi la piuma di pavone dietro l’orecchio.

pinguini gay
L’omosessualità è una variante della sessualità animale, documentata in migliaia di specie. Ecco, una simpatica coppia di pinguini omosessuali, che pare tenersi per… pinna

Caro lettore, la verità è che potrei più o meno facilmente incollarti qualche dato balordo pescato nel cyberspazio. Ma non ci riesco. Perché vedi, un conto è mangiarci insieme una pizza e discutere della tigre siberiana che è a rischio d’estinzione; ma quando si parla di sessualità, credimi, la matematica diventa davvero un’opinione. I gay non sono in via d’estinzione. Su questo possiamo stare tranquilli. Ma non sono nemmeno una specie protetta dal WWF, al contrario.

La posizione della comunità scientifica.

Esistono Paesi dove ai poteri repressivi farebbe davvero comodo essere in grado di riconoscere e schedare le identità non conformi alla norma. Sono letteralmente ossessionati dall’idea di scovare il minimo comun denominatore della popolazione omosessuale mondiale. Qualcosa cioè – oltre all’orientamento sessuale – che sia in grado di accomunarci come membri della stessa tribù. Un qualunque fattore genetico, socioculturale, psicologico. Eppure, nonostante i vastissimi e alquanto datati sforzi della ciurma reazionaria, questo fattore x non è mai stato trovato. Certo, qualche prete strabico potrà dirti il contrario. Qualche terapeuta incagliato ai tempi delle terapie riparative purtroppo ancora oggi si trova. Il punto è che la comunità scientifica ha dovuto prendere atto dell’impossibilità di “isolare” l’omosessualità nel tentativo di scoprirne improbabili cause e sintomi, definendola una variante naturale del comportamento umano, di conseguenza promuovendone la depatologizzazione.

Quanti sono i gay in Italia?

Come contare dunque? Soprattutto cosa? Innanzitutto debbo deluderti nel rimpicciolire il tuo raggio di ricerca alla sola penisola. Secondo un rapporto Istat del 2012:

«Circa un milione di persone si è dichiarato omosessuale o bisessuale, più tra gli uomini, i giovani e nell’Italia centrale. Altri due milioni circa hanno dichiarato di aver sperimentato nella propria vita l’innamoramento o i rapporti sessuali o l’attrazione sessuale per persone dello stesso sesso».

Le stime del Rapporto Kinsey, correva l’anno 1948.

Imbattermi in questo tipo di ricerche mi ha fatto scoprire un altro fetish di cui non sospettavo l’esistenza: il rapporto numerico tra gay ed etero. Nel 1948 uno dei primi resoconti Il Rapporto Kinsey stabiliva l’esistenza di un gay ogni dieci etero.

Tuttavia dai dati della ricerca emergeva che quasi il 46% degli individui maschi aveva “interagito” sessualmente con persone di entrambi i sessi nel corso della vita adulta mentre il 37% aveva avuto almeno un’esperienza omosessuale.

Dove collocare dunque, questa parte della popolazione? C’è da dire che il rapporto risale a un periodo storico in cui l’omosessualità non era ancora stata sdoganata, né decriminalizzata, né depatologizzata, né era visibile e vissuta con orgoglio come oggi.

Circa un gay ogni 10 persone…

Quasi sessant’anni dopo, il William Institute della UCLA School of Law ha constatato quanto la percezione dell’omosessualità sia soggettiva all’interno degli Stati Uniti. Le statistiche più “accreditate” confermano il rapporto 1 a 10, altre 1 a 20. La differenza? La parola gay. C’è da includere in questo termine anche le nostre amiche lesbiche, la comunità transessuale e bisessuale? Il problema, a quanto dicono, starebbe nel trovare una definizione comune. E inoltre i “curiosi”, i repressi, quelli sposati con persone del sesso opposto che però hanno rapporti regolari con persone dello stesso sesso, i non dichiarati (che sono la maggior parte), dove li mettiamo? La questione si complica ulteriormente.

Ricordo ancora quando frequentando la scuola elementare la maestra d’inglese cercava di spiegarci la differenza tra sostantivi numerabili e non numerabili. Ebbene, per le cose che non possono essere contate esistono appositi sostantivi: some, much, a lot of e via dicendo. Doveroso precisare che inglese non mi è mai piaciuta come materia. E ricordo pure la fatica prima di ogni compito nel ponderare dopo ogni parola se era da ritenersi numerabile o meno. Però oggi mi chiedo: essere gay è numerabile?

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