Lo sapevate che “l’utero in affitto” nei Paesi omofobi è legale?

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maternita surrogata e utero in affitto
maternita surrogata e utero in affitto

L’incoerenza a convenienza di Miriano, Salvini e altri omofobi che tifano Putin perché odia i gay, ma ignorano che permette l'”utero in affitto”. Viaggio fra i Paesi omofobi dove è legale la GPA a pagamento


di Dario Accolla.

«Putin mi piace. È l’uomo dell’anno. Le leggi sui gay sono giuste. Putin è contro la propaganda degli omosessuali, lui non permette la propaganda perché vuole difendere i minorenni», queste le parole di Costanza Miriano, rappresentante tra le più in vista del movimento di opinione contro l’approvazione del ddl Cirinnà, qui in Italia. E non è la sola a pensarlo. A leggere i commenti dei suoi simpatizzanti, sul suo blog o sui social, il presidente russo è una sorta di benedizione dal cielo per quanto riguarda la salvaguardia della famiglia tradizionale. Tra gli ammiratori dello “zar” Vladimir, c’è anche Matteo Salvini. Lo stesso politico italiano che si è dichiarato più volte contrario alle unioni civili, alla stepchild adoption e alla genitorialità gay.

Mi è sembrato doveroso fare tale premessa perché se guardiamo alla narrazione in corso, soprattutto da parte dell’ultradestra e dei cattolici estremisti, una delle ragioni portate avanti contro le unioni di persone dello stesso sesso è appunto il pericolo di aprire la strada al cosiddetto “utero in affitto”. Di fronte a tale scenario c’è da chiedersi: davvero l’approvazione di leggi a favore della gay community si risolverebbe in pratiche descritte come abiette e contrarie alla dignità della donna? Se guardiamo alla carta geografica e confrontiamo alcune situazioni, si hanno delle sorprese.

Cartina Paesi utero in affitto
Ecco l’infografica pubblicata da “Repubblica” dei Paesi dove è legale la GPA a pagamento, in gergo “utero in affitto”. Tuttavia è importante fare una distinzione fra i Paesi che tutelano o meno i diritti umani.

Ripartiamo dalla Russia: secondo un’infografica pubblicata su Repubblica, nel paese ex sovietico la GPA è a pagamento, come negli USA. Ma con una differenza: in quel paese esiste una legge contro la propaganda omosessuale, per cui se un gay dice pubblicamente di esser tale, rischia la prigione. Ciò, tuttavia, non ha impedito a quel contesto sociale di produrre una legge che permetterebbe di “vendere bambini” e di “sfruttare le donne”. Parole, tra le altre, di quella stessa Miriano che inneggia al capo di stato russo, descrivendolo come un salvatore delle giovani generazioni.

Sempre guardando all’immagine di Repubblica, vediamo la surrogacy a pagamento anche in India, dove «si viene in genere riconosciuto un compenso di 7.500 euro». Eppure anche lì gli omosessuali non se la passano benissimo. A sud dell’Himalaya, infatti, essere gay è reato e nel 2014 la Corte Suprema di Delhi ha respinto «il ricorso contro l’articolo 377 del codice penale indiano, che definisce l’omosessualità un reato».

Secondo un’altra carta tematica, invece, possiamo vedere come nell’Europa dell’est è molto in voga inserire articoli nelle costituzioni vigenti per affermare che il matrimonio è un legame riservato esclusivamente alle coppie eterosessuali, esattamente come piace ad Adinolfi, a Manif pour tous e organizzazioni similari. Tuttavia, poi, a ben vedere, anche l’Ucraina – che vieta il matrimonio egualitario – ammette la GPA a pagamento. Terzo caso in cui un paese con legislazione omofoba non ha problemi ad aprire a pratiche altrove considerate turpi, ma per pregiudizi contro quei gay che vi ricorrono.

Questi tre esempi dimostrano invece, in buona sostanza, come “utero in affitto” e omogenitorialità non sono facce della stessa moneta. Anzi, a voler ragionare come una sentinella qualsiasi e tenendo conto della superiorità numerica delle coppie “tradizionali”, occorrerebbe dire semmai l’esatto contrario: sarebbe l’eterosessualità a favorire sfruttamento e compravendite di infanti. Ma non essendo dello spessore morale dei rappresentanti del movimento omofobo, non faremo questo tipo di semplificazione.

cartina su matrimonio egualitario e unioni civili in europa
Rappresentazione della legislazione europea in merito a matrimoni egualitari, unioni civili, vuoto legislativo e divieti costituzionali

Tutto il discorso va invece rovesciato, in modo netto: c’è sfruttamento laddove c’è povertà. Come ha dimostrato Caterina Coppola su Wired, nei paesi in cui la GPA è legale e il contesto sociale di riferimento è solido (anche in termini di democrazia), abbiamo situazioni per cui le donne scelgono liberamente se ricorrervi o meno. Credo non si possa dire lo stesso delle situazioni in India, Ucraina e Russia stessa, dove diritti umani e tenore di vita non rientrano in parametri che potremmo dire ottimali.

Al di là di tutto questo, rimane un’unica evidenza: le persone omosessuali (padri gay per lo più) ricorrono alla GPA laddove i diritti umani sono garantiti. Dall’altra parte abbiamo l’incoerenza di persone come Adinolfi, Miriano, ecc. Tifano Putin e vogliono che il matrimonio sia solo per uomini e donne, per poi trovarsi ad avere come punto di riferimento quei paesi che permettono ciò che essi chiamerebbero “utero in affitto”.

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commenti

1 COMMENTO

  1. […] 5. “Il ddl Cirinnà porta all’utero in affitto”. Il ddl in questione conferisce alcuni diritti alle coppie omogenitoriali e ai loro bambini e bambine. Per altro dalla geografia della Gpa emerge un’altra evidenza: unioni civili e matrimonio egualitario non sono per nulla legate al cosiddetto “utero in affitto”. Dei paesi in cui sono legali, la maggioranza vieta la Gpa (e anche in Italia permarrebbe il divieto). Solo negli Usa esistono forme di pagamento della portatrice (dietro precise garanzie sulla sua sicurezza). Negli altri, invece, la Gpa è solidaristica. Nei paesi invece dove l’omosessualità è reato (Russia e India) o dove le costitu…. […]

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