Russia. Bocciata legge anti-gay contro baci in pubblico

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legge anti-gay in russia
caricatura di Putin in una manifestazione contro le leggi anti-gay in russia

Non passa in Russia alla Duma la proposta di legge anti-gay che avrebbe punito, anche con la reclusione, gli omosessuali maschi in atti di effusione gay in pubblico


di Flavia Viglione.

Uno spiraglio di civiltà ha fatto capolino in uno dei paesi più omofobi del mondo.

Non è stato approvato il progetto di legge che avrebbe reso punibile l’espressione pubblica di “relazioni sessuali non-convenzionali”, ovvero anche il semplice baciarsi o tenersi per mano. Si sarebbe aggiunto alla già esistente “legge contro la propaganda gay”. Le pene, in base alla proposta, sarebbe andata dal pagamento di una multa di circa 5.000 rubli (tra i 50 e i 70 euro) fino alla detenzione in carcere per 15 giorni agli omosessuali maschi che avrebbero fatto sfoggio di effusioni amorose in pubblico. Casi più gravi sarebbero state considerate le dichiarazioni pubbliche all’interno d’istituzioni scolastiche, accademiche, di cultura o di enti governativi.

Le donne omosessuali sono state tenute al di fuori di questa legge perché ritenute più “ragionevoli” e capaci quindi di contenere i propri impulsi (eccezione che ha tutt’altro che un fine “cavalleresco”, in quanto conferma di sessismo e maschilismo imperanti in Russia).

La norma era stata proposta nell’ottobre 2015 da due parlamentari del partito Comunista, Ivan Nikitchuk e Nikolai Arefyev, e avrebbe contribuito alla battaglia intrapresa dal Presidente russo Vladimir Putin contro la comunità LGBT russa e contro qualsiasi espressione di libertà di identità che differisca dalla “normalità” imposta.

Tempo addietro in un’intervista alla trasmissione 60 Minutes della Cbs il presidente Putin dichiarava che la Russia è un “luogo sicuro” per le persone LGBT e che questa falsa ostilità sarebbe solo la risposta alla preoccupazione per i bambini, che “devono essere lasciati in pace” e “devono poter decidere” chi vogliono essere e se voler avere una “relazione tradizionale o non-tradizionale”, senza essere condizionati.

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Flavia Viglione
Nata il primo Settembre 1990 a Roma. Laureata in Lingue e Letterature Europee e Americane e laureanda nel corso magistrale dello stesso indirizzo. Oltre a scrivere con motivazione per LGBT News Italia, mi interesso di traduzione e di temi antropologici, di cui scrivo due volte al mese su un’altra rivista on line. Per la mia laurea triennale, ho scritto una tesi sul “Sense of humor” in una prospettiva linguistica inglese, tesi in cui ho combinato entrambe le mie curiosità per la lingua e per l’antropologia. Progetto un periodo di studio per la mia prossima tesi all’estero.

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