Ecco le poltrone per cui Alfano tradisce il Family Day

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Family Day Angelino Alfano e Matteo Renzi
Family Day Angelino Alfano e Matteo Renzi

“Non andrò al Family Day” parola di Angelino Alfano. Il leader di NCD diserterà la manifestazione benedetta dalla CEI. Ecco tutte le nuove poltrone ottenute da NCD in cambio del “gran rifiuto”. A NCD anche la delega alla famiglia


di Giordano Greco.

L’assenza di Angelino Alfano al Family Day è una notizia che lascia l’amaro in bocca agli organizzatori, in quanto il leader di NCD, difensore e promotore della famiglia tradizionale, ha annunciato che non sarà in piazza perché, da Ministro dell’Interno, dovrà vigilare sull’evento. Quasi fosse un impedimento essere ministro, giacché, potrebbe tornare a fare l’onorevole così prendiamo due piccioni con una fava. Alfano si comporta come Rutelli nel 2007, allora vice presidente del Consiglio dei Ministri il quale dichiarò alla vigilia del family day: “Se fossi stato Deputato, ci sarei andato”.

In realtà Alfano, per non andare al family day ed evitare la crisi di Governo, ha ricevuto in queste ore una lauta ricompensa in seno all’Esecutivo. NCD ha ricevuto in regalo dal Premier Matteo Renzi la prestigiosa poltrona  di ministro agli Affari regionali, dove andrà Enrico Costa, fedelissimo di Alfano e autore insieme a quest’ultimo del “lodo Alfano” e del legittimo impedimento, leggi scritte per proteggere Silvio Berlusconi, allora Capo di Alfano.

Visti i saldi di fine stagione, a Costa è toccata anche la delega alla “famiglia” e gli è stato assicurato che entrerà a far parte della cabina di regia per il Sud.

NCD porta a casa, alla vigilia del Family Day, anche le poltrone di sottosegretariato alla Cultura, affidata a Dorina Bianchi, alla Giustizia, offerta alla senatrice Chiavaroli, mentre al calabrese Gentile va lo Sviluppo.

Basta poco per tenerli buoni i difensori della famiglia tradizionale che minacciano, vedi Formigoni, di lasciare la presidenza della commissione agricoltura al Senato, se verrà approvato il ddl Cirinnà, chissà se gliel’ha suggerita il suo “co-inquilino” questa mossa da celeste illuminato, difensore della famiglia tradizionale e naturale, da non confondere con “Altre unioni di peccatori”.

Un “markettificio tradizionale” insomma.

La cosa che effettivamente più preoccupa di questo family day in edizione speciale “anti Unioni Civili”, al di la dei bidoni istituzionali,  è se  i partecipanti riusciranno, almeno questa volta, a non sporcare con i resti del loro pic nic il Circo Massimo. L’ultima volta Piazza San Giovanni sembrava una discarica a cielo aperto, mancavano solo i gabbiani.

La famiglia tradizionale – dicono – è messa in pericolo da orde di gay che vogliono sposarsi. Questo family day sembra più un invito a non sposarsi per evitare di diventare come la stragrande maggioranza di chi vi parteciperà tra separati, pluri divorziati, e frequentatori di escort. Una sagra dell’ipocrisia e dell’autoreferenzialità.

L’appello a contarsi è partito dallo stesso organizzatore del family day di giugno Mario Gandolfini neurochirurgo Bresciano, padre di 7 figli, adottivi! Uno che magari te lo aspetti inclusivo, che vada dalle famiglie arcobaleno per condividere la scelta di avere una bella famiglia ampia e ricca di amore, invece no. Gandolfini me lo immagino al Circo Massimo con uno striscione con su scritto: IO posso e voi no!

La rimpatriata Romana, all’ombra del Vaticano, questa volta trova sponda nei vescovi che evidentemente scalciavano per una sfilata fuori dalle mura di San Pietro. E così, tra i monsignori d’Italia, spicca il Vescovo di Livorno Giusti (detto il generoso) il quale pagherà tutte le spese di trasporto ai fedeli che non aspettano altro che andare nella Città Santa (partenza ore 7 rientro intorno alle 21, pranzo a sacco e souvenir a Piazza Navona) una gita di parrocchia in giornata.

In questo clima il 30 gennaio si celebrerà una manifestazione che parte arrangiata, sembra come la storia di Ninè, una mia amica di Napoli, che aveva tutte le sere casa piena di gente che banchettava al suo tavolo, Ella si vantava che fossero in tanti presenti alle sue cene, chiaro era gratis.

Buon family day a tutte e a tutti,  con la speranza che il prossimo anno nella stessa piazza scendano tutte le famiglie d’Italia, anche quelle arcobaleno. È l’amore che fa una famiglia. E l’amore, si sa, non può confondersi con rimpatriate parrocchiali.

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