Family Day, ecco la piazza dei talebani ultracattolici

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family day 2016
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Ha preso il via il Family Day, l’adunata dei talebani ultracattolici. In piazza interventi brevissimi: solo slogan, nessuna argomentazione


di Emanuele Longobardi.

Oggi è un giorno funesto per la storia della società civile. Se sabato scorso un milione di persone si sono date appuntamento in 99 piazze italiane ed estere per difendere i diritti degli oppressi, quest’oggi, a Roma, si radunerà il fronte opposto.

Il Family Day sulla carta è una manifestazione a difesa della “famiglia tradizionale” ma il reale scopo, peraltro malcelato dagli stessi organizzatori, è quello di fare pressing affinché si accantoni definitivamente il DDL Cirinnà, quello sulle unioni civili per omosessuali, attualmente al vaglio al Senato.

Un fenomeno prevalentemente cristiano.

Le adesioni di gruppi e associazioni cristiane a questo evento da ventennio nero fioccano come la neve a dicembre. Assordante l’attenzione che gli riserva la CEI, con i vescovi che non si esonerano dal pontificare su cosa sia famiglia e cosa non lo sia.

Pugno di ferro contro contestatori e giornalisti.

La marcia su Roma, terminante al Circo Massimo, si appresta ad iniziare e c’è chi dà ordini ben precisi: Giuristi per la vita, tra gli organizzatori attivi dell’evento, ha diffuso per l’occasione un vademecum in cui si raccomanda ai partecipanti di non parlare né con i contro manifestanti né con eventuali giornalisti. Questa postilla, dal sapore nettamente fascista, sembrerebbe essere utile al movimento tutto per non incorrere in accuse di omofobia o di dichiarazioni offensive.

Anonymous: “Stop Omophobia. Love is love”.

Intanto nella notte il gruppo italiano di hacker di Anonymous ha deciso di hackerare il portale, in difesa dei diritti civili. Ecco quanto appariva fino a poche ore fa sul sito ufficiale della manifestazione: “Oggi sarete in piazza in migliaia nonostante facciate fatica ad immaginarlo, è molto probabile che tra i vostri figli vi siano molti ragazzi e ragazze che, anche se non vi hanno mai confidato nulla, sono gay, lesbiche, bisessuali e transgender e che, in questo momento, si stanno chiedendo se avranno una vita felice come tutti i loro fratelli e amici, oppure no. Quali stati d’animo pensiate possano prevalere quando vi sentiranno urlare in piazza che c’è una sola famiglia e che essere omosessuali, bisessuali, transessuali, non è naturale?”

La piazza. Interventi brevissimi solo slogan, nessuna argomentazione.

Si alernano in maniera estremamente veloce gli organizzatori del raduno che prendono la parola sul palco. Appena trenta secondi in media ogni intervento per cui non emerge alcuna argomentazione a sostegno delle loro tesi.  Quindi solo slogan, domande aizza folla e risposte, e chiamata alle armi.

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