Manifestazione 5 marzo, in piazza una società viva e critica

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manifestazione 5 marzo roma
locandina manifestazione 5 marzo roma

Manifestazione 5 marzo. Perché è importante esserci? A cosa serve la manifestazione del 5 marzo a Roma? Queste le domande frequenti. Per Mauro Romanelli è l’espressione di una società civile viva e critica, in grado di incalzare e provare a spostare gli equilibri e i livelli di compromesso che il Parlamento ha ritenuto di adottare. In piazza scenderà una società civile viva e critica, ma alleata di chi chiede libertà, uguaglianza e laicità.


Di Mauro Romanelli.

Comunque si valuti la legge che è stata recentemente approvata al Senato e che sta per essere discussa alla Camera dei Deputati sulle Unioni Civili, essere in Piazza a Roma, il prossimo Sabato 5 Marzo, è importante e fondamentale.

Per dire che giustizia e completa uguaglianza, senza se e senza ma, sono il nostro obiettivo al quale mai rinunceremo, passo avanti o meno che si sia fatto, piccolo o grande che lo si ritenga.

Per ricordare a tutti che quando in Parlamento, sui social, nelle trasmissioni televisive, si parla di questo o di quel tema, è comunque di persone vive, in carne ed ossa, che si sta parlando, non di oggetti virtuali. Persone a cui non si può dire che non importa che siano fedeli come le persone eterosessuali, solo per piantare una bandierina politica, o per segnare un distinguo.

Questione fedeltà.

La questione della fedeltà, anche se non è più, nella pratica e nella sostanza, un aspetto così fondamentale sul piano della giurisprudenza, attiene alla dignità delle persone. Stabilire che un amore sia meno fedele rispetto ad un altro non dovrebbe neppure balenare per la mente, invece, è un concetto che è entrato a far parte di una Legge dello Stato, anche se a parere di chi scrive è palesemente incostituzionale (lo dice però anche il Presidente degli avvocati matrimonialisti italiani, per citare non certo il primo venuto).

A caval donato…

Qualcuno chiede di applaudire e di ringraziare secondo la logica che a caval donato non si guarda in bocca, come se non fosse stato loro preciso dovere di questo Governo legiferare, in attuazione del principio di uguaglianza, dopo tutte le sollecitazioni ricevute dal Parlamento europeo, dall’Alta Corte di giustizia, da gran parte delle democrazie avanzate.

La manifestazione di una società civile viva e critica, ma alleata.

L’atteggiamento di fastidio con cui non solo il Governo, ma anche la parte laica del PD, ad iniziare da Monica Cirinnà stessa, sta guardando alla manifestazione di Sabato, lascia perplessi.

Invece di vedere come alleata, anche in una distinzione di ruoli e in un dialogo dialettico, una società civile viva e critica, in grado di incalzare e provare a spostare gli equilibri e i livelli di compromesso, si pretende l’accettazione acritica delle valutazioni, delle scelte e delle mediazioni, che il Parlamento ha ritenuto di adottare.

La fatica del confronto non è forse più di moda. Meglio i sudditi riconoscenti di ogni briciola che cade nel loro piattino.

Per fortuna ancora molti non sono disposti a rassegnarsi a questa logica. Forse, si può ancora sperare, dopotutto.

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