Unioni civili al voto. Respinte pregiudiziali di costituzionalità

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Con il primo giorno di discussione del ddl unioni civili vengono respinte le questioni pregiudiziali e sospensive. Intervento della Cirinnà ribadisce l’importanza di questa legge, che non prevede nè matrimoni nè adozioni


di Flavia Viglione.

È ripresa oggi la discussione del ddl 2081, ribattezzato ormai col nome della prima firmataria, Monica Cirinnà, da cui “ddl Cirinnà”. Il senato ha respinto le questioni pregiudiziali, con cui alcuni parlamentari chiedevano non avesse luogo la discussione di questa legge, e quelle sospensive, con cui invece si chiedeva la sospensione della discussione fino ad una certa data. Inizia così la lunga discussione generale del disegno di legge, che andrà avanti fino all’11 febbraio, anche se per molti si protrarrà oltre. Il momento piu difficile sarà la votazione dei due articoli più importanti, ovvero l’articolo 3 in cui si parla dei diritti e dei doveri della coppia, e l’articolo 5, che parla della tanto discussa stepchild adoption; votazione che avrà luogo dal 9 febbraio.
Con l’apertura della discussione, inizia la scommessa sulla possibilità che la legge arrivi all’approvazione con il suo testo integrale, considerando i circa seimila emendamenti proposti da Lega Nord (cinquemila), Forza Italia (trecento) e PD (sessanta). Intanto Angelino Alfano insiste sul tasto della stepchild adoption, alla quale si oppone.
Fondamentale l’intervento di Monica Cirinnà, che, in pochi minuti, ha cercato di far capire quanto sia importante approvare la legge che, ci tiene a precisare, “alla sua quarta versione, è già moderata”. La relatrice del disegno di legge, ha infatti continuato a sottolineare quanto la disinformazione e la strumentalizzazione mediatica abbiano stravolto il senso originario di questa proposta di legge. Precisa infatti che il suo ddl è stato pensato secondo “criteri di prudenza”, che permetteranno di arrivare ad una piena uguaglianza solo “passo dopo passo” e che è importante che gli oppositori di questa legge sappiano che si sta solamente proponendo una quanto mai lecita tutela giuridica per le coppie dello stesso sesso, non un matrimonio, né tantomeno la possibilità di adozione.
Punto centrale dell’intervento della relatrice è stato sottolineare, ancora una volta, quanto non si parli mai di “gestazione per altri” già vietata dalla legge 40.
Omaggio anche al regista Ettore Scola, recentemente scomparso, citato a fine discorso: “bisogna credere ai miracoli, soprattutto in quelli fatti dall’uomo, e impegnarsi perché i sogni e le utopie si realizzino”.

A conclusione dell’intervento, la senatrice Cirinnà ha affermato: “I diritti non possono e non devono rimanere dei sogni”.

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