Unioni civili, al via le votazioni. PD: No a stralcio stepchild adoption

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senato unioni civili
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Si è conclusa ieri la discussione generale del ddl unioni civili. Rosato ha confermato che il PD è contrario allo stralcio della stepchild adoption. La destra rimane ferma nelle sue posizioni, e Formigoni si è detto contrario all’equiparazione delle unioni civili al matrimonio. Oggi e domani le prime votazioni


di Flavia Viglione.

Si è conclusa nella giornata di ieri la discussione generale al Senato sulle unioni civili. Il capogruppo del PD Rosato ha dichiarato: “Andiamo avanti sulle unioni civili, il Pd non è per lo stralcio dell’articolo sulla stepchild adoption”.
I senatori della destra sembrano seguire nella maggior parte la stessa linea di argomentazione in ogni intervento, al quale accorpano una ipocrita ammissione di interesse verso il riconoscimento dei diritti degli omosessuali, per poi dichiararsi contro il ddl Cirinnà.

Formigoni, dopo un lungo discorso per ribadire l’orrore del cosiddetto “utero in affitto”, seppur non inerente al ddl Cirinnà, ha ammesso di essere a favore dei diritti delle coppie omosessuali, ma ha specificato che non si deve assolutamente approvare qualcosa che equipari le unioni civili al matrimonio. La “riflessione” che propone Formigoni, consiste infine in un monito a “procedere a piccoli passi” verso l’approvazione di leggi “largamente condivise” dal popolo italiano, come il riconoscimento dei diritti delle coppie anche omosessuali, legge che, afferma, sarebbe già “una novità nel panorama italiano”.

Nel M5S, tramite un sondaggio su Twitter, sembra che solamente due tra i 35 senatori non sosterranno il ddl Cirinnà se non verrà eliminata la stepchild adoption.
Immancabile cavallo di battaglia delle posizioni contro il ddl, è, oltre all’utero in affitto, sottolineare la priorità dei bambini ad avere una mamma e un papà necessari ed indispensabili al bene della crescita dei minori. Continuando a definire “desiderio” il diritto ad adottare il figlio del proprio partner, si tende a chiarire come, in mancanza della stepchild adoption, il bambino al quale verrebbe a mancare il genitore biologico della coppia omosessuale non rimarrebbe solo, ma sarebbe “assegnato” ai parenti più prossimi, che, in molti casi, comprendono anche il genitore del precedente rapporto eterosessuale da cui il bambino è nato. Nel complesso, dunque, si continua ad argomentare una certa resistenza alla stepchild adoption, con motivazioni statiche, ipocritamente umanitarie e tendenzialmente volte a sminuire l’autenticità di quelle famiglie che si fa fatica anche solo a definire “aggregazione sociale”.

Le votazioni sul ddl sono programmate per mercoledì 10 e giovedì 11 febbraio.

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