Renzi: “Il voto segreto lo decide il presidente del Senato non della CEI”

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unioni civili matteo renzi con bagnasco
unioni civili matteo renzi con bagnasco foto ALESSANDRO DI MEO

Unioni civili, scontro Renzi-Bagnasco su voto segreto. “Il voto segreto lo decide il presidente del Senato, non il presidente della Cei” così il premier Matteo Renzi risponde alla richiesta di scrutinio segreto avanzata da Angelo Bagnasco che sorpreso dalla risposta del Governo controbatte: “Non avevo certo intenzione di fare considerazioni di carattere tecnico”.


Di Flavia Viglione.

“Il voto segreto lo decide il presidente del Senato, non il presidente della Cei e lo dico con stima per il cardinal Bagnasco”. Questa la risposta del Premier Matteo Renzi, intervistato oggi da Radio Anch’io, alle dichiarazioni del cardinal Angelo Bagnasco, che aveva auspicato che la libertà di coscienza venisse “promossa con una votazione a scrutinio segreto”.

Lasciando trapelare una punta di inasprimento del governo verso un’invadente presa di posizione dell’arcivescovo di Genova, Renzi ci tiene a specificare anche che “la stepchild adoption in realtà esiste già in forme stabilite in via giudiziale. La stima è di 500-600 bambini in questa situazione”.

L’ex sindaco di Firenze si dichiara poi contrario al ricorso del voto segreto in Aula, riferendo che “a me personalmente piacerebbe, in generale, che ogni parlamentare rispondesse del proprio voto. Dopo di che sul voto segreto o no decide il Parlamento”.

Di fronte alle dichiarazioni di Renzi, Bagnasco si dice sorpreso e controbatte: “Non avevo certo intenzione di fare considerazioni di carattere tecnico”.

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Flavia Viglione
Nata il primo Settembre 1990 a Roma. Laureata in Lingue e Letterature Europee e Americane e laureanda nel corso magistrale dello stesso indirizzo. Oltre a scrivere con motivazione per LGBT News Italia, mi interesso di traduzione e di temi antropologici, di cui scrivo due volte al mese su un’altra rivista on line. Per la mia laurea triennale, ho scritto una tesi sul “Sense of humor” in una prospettiva linguistica inglese, tesi in cui ho combinato entrambe le mie curiosità per la lingua e per l’antropologia. Progetto un periodo di studio per la mia prossima tesi all’estero.

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