Bari, universitari in rivolta contro il convegno omofobo di Adinolfi

2
506
mario adinolfi
mario adinolfi

Gli studenti universitari di Link di Bari protestano contro la decisione del rettore di autorizzare un convegno omofobo dal titolo “La famiglia al centro dell’Uomo” che vede fra i partecipanti Mario Adinolfi. Gli studenti: “Iniziativa contraria allo Statuto”. Leggi anche la nostra intervista a Giuseppe Binetti, responsabile comunicazione di Link Bari.


Di Andrea Miluzzo e Flavia Viglione.

Scoppia la bufera sul rettore dell’Università degli Studi di Bari accusato dagli studenti di aver autorizzato un convegno omofobo in aperto contrasto coi principi sanciti dallo Statuto universitario.

I giovani universitari sono sul piede di guerra dopo aver appreso che “tra gli invitati spicca il nome di Mario Adinolfi […] noto per le sue dichiarazioni omofobe e sessiste, tanto da essere promotore di eventi a chiaro sfondo discriminatorio quale il Family Day”.

È per questo che gli studenti di Link dell’Università di Bari hanno lanciato una raccolta firme con lo scopo di annullare il convegno che dovrebbe svolgersi nel proprio Ateneo venerdì 19 Febbraio.

Il dibattito, che ha il nome di “La famiglia al centro dell’Uomo”, è stato organizzato dall’associazione culturale Levante e prevede la presenza di uno dei principali sostenitori del Family Day  Mario Adinolfi.

Il convegno lede i principi dello Statuto.

Per i promotori della protesta l’evento sarebbe in netta contraddizione con lo Statuto universitario, secondo il quale l’Ateneo “Promuove la diffusione di una cultura fondata sui valori universali dei diritti umani (…) Riconosce e garantisce a tutti nell’ambito della comunità universitaria uguale dignità e pari opportunità e l’assenza di ogni forma di discriminazione, diretta e indiretta, relativa al genere, all’età, all’orientamento sessuale, all’origine etnica, alla diversa abilità, alla religione, alla lingua, alle opinioni politiche e alle condizioni personali e sociali. S’impegna a promuovere azioni dirette a rimuovere le cause di discriminazione, sia diretta che indiretta.”

La protesta degli studenti di Link Bari.

“Riteniamo assurda la scelta di autorizzare un evento simile, di certo non annoverabile tra i consueti incontri dal profilo accademico organizzati nella nostra Università” spiegano in un comunicato gli studenti che incassano il sostegno dell’Unione degli Studenti di Bari, di Arcilesbica Mediterranea, Arcigay, Famiglie arcobaleno, UAAR, SEL e di tante altre associazioni.

“Tale dibattito – continuano – non sarà sviluppato secondo i canoni del Sapere scientifico e del progresso della Conoscenza fondata su basi empiriche, ma meramente sul pregiudizio e sul bigottismo di chi ne prenderà parte”.

Poi lo sfogo affidato a Twitter:

“Dipendesse da uomini come Adinolfi – scrivono nella pagina Facebook del collettivo – oggi staremmo ancora pensando che la Terra sia piatta, che il Sole giri intorno ad essa e costringeremmo chi fa ricerca ad abiurare dalle sue scoperte pena la morte sul rogo”.

Non ci stanno a dar spazio nella loro Università a ideologie discriminatorie e prive di fondamento scientifico, proprio nei giorni in cui imperversa il dibattito politico sulle unioni civili:

“Un simile evento – continua il comunicato – si qualifica non solo come lesivo della dignità di tutte le persone presenti all’interno della comunità accademica con un orientamento e un’identità sessuale differente, ma svilisce il ruolo dell’Ateneo nei confronti della società, verso la quale la nostra istituzione dovrebbe rappresentare un faro di Conoscenza, Sapere critico e stimolo intellettuale e non un buco nero dell’oscurantismo”.

Sebbene Mario Adinolfi rappresenti quella fetta minoritaria dell’integralismo religioso presente del mondo cattolico, è bene ricordare che la maggioranza dei cattolici non sono del suo stesso avviso e che anche fra i teologi cominciano a emergere posizioni concilianti contrarie alle discriminazioni.

Facebook Commenti

commenti

2 COMMENTI

LASCIA UN COMMENTO

14 − 12 =