Unioni civili, la fiducia è un errore. Seguire la via parlamentare

0
463
luigi di maio matteo renzi
luigi di maio matteo renzi

L’accordo con NCD e la fiducia sul ddl unioni civili sarebbero una sconfitta per la comunità Lgbt. Significherebbe portare a casa il minimo, ovvero solo le unioni civili, buttando fuori dal perimetro della legge le famiglie arcobaleno. Bisogna invece percorrere la via parlamentare senza rinunciare all’art 5 sulla stepchild adoption, per non lasciare indietro quei bambini, quelle madri e quei padri.


Di Giordano Greco.

Con buona pace di tutte le tifoserie politiche, mercoledì ci sarà il fischio d’inizio del secondo e forse ultimo tempo nella percorso d’approvazione del DDL Cirinnà in Senato.

Mercoledì scorso il fallo in area, o presunto tale, da parte del M5S, sul voto negato al canguro, ha messo in moto una reazione a catena che ha addossato al M5S la “colpa” di un eccesso di purismo per le regole a discapito di un’accelerazione sull’approvazione del Disegno di legge.

La lunga attesa per le unioni civili, i continui rinvii del voto, sono  dettati dalla mancanza di una maggioranza solida. È stata inevitabile la reazione della proponente Monica Cirinnà che ha annunciato, per poi smentire, di prepararsi a lasciare la politica, per gli ostacoli posti dai compagni di partito e per aver creduto nel dialogo con i 5 stelle.  Si è sentita tradita dai pentastellati ma sa benissimo che da mercoledì il suo destino è nelle mani del capogruppo Pd Zanda e dalla capacità di quest’ultimo di trovare la quadra per proseguire l’iter parlamentare senza perdere per strada la Stepchild Adoption.

Renzi ha fatto sapere, durante il congresso PD che la legge deve essere fatta e che è disposto a trovare una intesa con NCD e porre la fiducia. Va da sé che questa soluzione con NCD vedrebbe lo stralciato l’art 5.

In un’intervista con Lucia Annunciata, Luigi Di Maio, si è detto anche lui favorevole alla stepchild adoption e ad approvare il ddl seguendo la via Parlamentare.

Intervista di Lucia Annunziata al vicepresidente della Camera …Intervista di Lucia Annunziata al vicepresidente della Camera Luigi Di Maio: “I tecnici del Senato dicono che si può votare questa legge in tre giorni. Io personalmente favorevole alla Stepchild Adoption”.

Pubblicato da LGBT News Italia su Lunedì 22 febbraio 2016

La domenica bestiale di botta e risposta  tra il premier Renzi, con la sindrome da Virginia Raffaele, e il Vicepresidente della Camera Di Maio fanno presagire che la legge si farà. La palla passa direttamente e per l’ultima volta ai gruppi al Senato delle rispettive compagini politiche chiamate a confrontarsi per trovare l’ultimo tentativo di salvataggio.

Porre la fiducia sul ddl Cirinnà sarebbe come accettare l’offerta a ribasso in una puntata di “Affari tuoi” e portare a casa il minimo sindacale, solo le unioni civili, buttando fuori dal perimetro della legge le famiglie arcobaleno.

Se ciò avvenisse bisognerebbe prendere atto che il Parlamento non è in grado di fare il proprio dovere, tenuto in scacco dalla Consulta che mercoledì si esprimerà e dal Governo che tiene in piedi una maggioranza fatta di “strani amori”, da Verdini a Sel. Il Pd perderebbe l’occasione di siglare questa prima legge storica. Monica Cirinnà, dopo tanto penare a Palazzo Madama, finirebbe per essere una Rosy Bindi qualunque “meglio sfilare il nome dal testo” dice, che approvare una legge una schifezza.

Sarebbe una sconfitta morale del Senato che chiuderebbe anticipatamente i battenti  sventolando bandiera bianca  e dando  ragione a Renzi e alla Riforma Costituzionale che lo hanno destinato a diventare contenitore inutile.

Il Senato si rimpalla colpe ed errori di interpretazione di regolamento piuttosto che fare blocco unico per un sì, in tempi di “ fame di diritti”. Non votare questa legge sarebbe un’occasione persa per il M5S che darebbe l’ennesima prova di immaturità al suo avversario politico, il Pd. I 5 stelle dimostrerebbero di saper essere al servizio del Paese, non del Pd, superando lo steccato del pregiudizio ed essendo co-artefici di un primo passo storico.

Il rischio va corso, l’obiettivo di tutti è avere una legge completa e la strada da privilegiare è quella del voto palese: condizione necessaria per contarsi evitando l’abuso del voto segreto che rischia di scardinare l’impianto della legge in corso di votazione.

La fiducia, e l’accordo con NCD sarebbero una sconfitta anche per la comunità Lgbt. Bisogna invece percorrere la via parlamentare senza rinunciare all’art 5 sulla stepchild adoption, per non lasciare indietro quei bambini, quelle madri e quei padri. Io alle vittorie per pochi non ci sto.

Avanti con i diritti di tutte e di tutti.

Facebook Commenti

commenti

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

venti − 17 =