Stepchild adoption, la Consulta rimanda la decisione a Tribunale di Bologna

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Consulta dichiara inammissibile il ricorso promosso dal Tribunale di Bologna per il caso di due donne americane che hanno avuto il via libera in Oregon alla stepchild adoption, ovvero all’adozione del figlio avuto da una delle due da parte dell’altra compagna.


Di Flavia Viglione.

La Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità costituzionale sulla stepchild adoption promossa dal tribunale per i minorenni di Bologna. Il procedimento riguarda il caso di due donne americane sposate negli Stati Uniti e a cui il giudice dell’Oregon aveva dato il via libera all’adozione, da parte di una delle due donne, del figlio avuto dall’altra compagna con inseminazione artificiale.

Le due donne avevano chiesto il riconoscimento in Italia della sentenza del giudice americano. I giudici bolognesi hanno deciso di sottoporre alla Consulta la questione di legittimità relativa alle legge 184/1983 sulle adozioni.

Oggi, la Corte Costituzionale a deciso di rimandare il caso al Tribunale di Bologna specificando che la questione di legittimità costituzionale promossa dal Tribunale per i minorenni di Bologna è dichiarata inammissibile perché il collegio di merito “ha erroneamente trattato la decisione straniera come un’ipotesi di adozione da parte di cittadini italiani di un minore straniero (cosiddetta adozione internazionale), mentre si trattava del riconoscimento di una sentenza straniera, pronunciata tra stranieri”.

Questa decisione della Consulta arriva proprio nel momento cruciale della discussione del ddl Cirinnà, dal quale testo potrebbe essere cancellato l’articolo 5 relativo alla stepchild adoption.

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