Unioni civili, vince Verdini: le unioni petalose degli scopamici infedeli

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renzi verdini
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Come una rosa che perde “petali” il Senato approva un ddl spetalato senza stepchild adoption. A determinare l’esito del voto di fiducia è stato il gruppo degli ex forzisti capitanato da Denis Verdini.


Di Giordano Greco.

Petalosa è la legge Renzi-Alfano sulle Unioni Civili.

Dopo anni di lunghe trattative parlamentari, con un primo testo (ex ddl Cirinnà) approvato in Commissione Giustizia in tutti i suoi articoli, compresa la stepchild adoption, quello licenziato dal Senato nel D-day sulle unioni civili è un testo senza cuore. Una margherita petalosa che ha perso troppi petali. Manca l’art 5 sulla stepchild adoption, cuore della battaglia Lgbt. Tolto il vincolo di fedeltà nelle formazioni sociali specifiche.

Non è ancora legge dello Stato, ma si preannuncia un iter veloce alla Camera per il Sì definitivo, il testo è figlio del Governo e non più del Parlamento ed è passato ad essere dal ddl Cirinnà al ddl Renzi-Alfano. Il premier Renzi, viste le rocambolesche azioni in Senato dopo che M5S ha annunciato il voto contrario al Canguro, ha trovato l’occasione ghiotta al fine di agguantare un accordo di Governo. Ed accordo fu con Alfano ed Ncd: via la stepchild adoption e via l’obbligo di fedeltà. Siate felici “scopamici”.

PD & M5S, unione impossibile.

Sono ore di scarica barile tra M5S e PD, entrambi usciti con le ossa rotte dal dibattito parlamentare. Il M5S verrà ricordato come quello che non ha permesso con un leggero “furtarello democratico” di approvare il canguro per bypassare tutti gli emendamenti e votare il ddl Cirinnà (in realtà il Presidente del Senato ha dato ragione alla pattuglia guidata da Alberto Airola, considerando inammissibile il Canguro).
I Democratici verranno ricordati come quelli incapaci di tenere in piedi un partito “di sinistra” su un tema di “Sinistra” sviscerando tutta la vera natura del Pd, un partito dove la sinistra è una correntina senza arte né parte. È bastato un dietrofront del Capitan Renzi a convincere i senatori a seguire la via della fiducia, anche la Cirinnà ormai con sindrome da “annuncite” acuta conclamata dopo annunci di scioperi della fame e ritiri di carriera si è piegata al più ingerente renzismo .

Una proposta di legge che di fatto introduce una novità assoluta, ossia la regolamentazione delle coppie omosessuali. Tanto basta per qualcuno. Inammissibile per le famiglie arcobaleno, tagliate fuori dal perimetro della legge, con la promessa di un ddl ad hoc sulle adozioni. Staremo a vedere.

Doveva essere uno dei pochi provvedimenti di iniziativa parlamentare ed invece si è trasformato nella peggiore delle pagine del Senato della Repubblica. Scacco matto al potere legislativo, dopo giorni di prassi parlamentari inutili, ritiri di emendamenti, voti segreti annunciati, canguri, sottolineando che non si è mai iniziato a votare.

Renzi & Verdini Strani amori.

Alla fine Alfano è quello che porta a casa il sacco pieno di poltrone, Renzi porta a casa la legge di NCD e non quella del PD, né della Senatrice Cirinnà, ma il vero vincitore è Denis Verdini l’uomo che grazie al voto di fiducia accordato al governo dal suo gruppo di senatori, provenienti da qualsiasi corrente del Parlamento, ha permesso il varo del maxiemendamento. Verdini l’uomo dalle molteplici casacche. Ora, uomo di fiducia di Berlusconi nel patto del Nazzareno, ora, ancora di salvezza per il Governo Renzi. Verdini dove lo metti metti comanda.

Ha vinto la vecchia politica. Hanno perso tanti cittadini che non si accontentano di questo primo passo.

E adesso, avanti con i diritti di chi è stato lasciato indietro.

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