Adinolfi fonda il partito anti-gay chiedendo aiuto alla Madonna

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mario adinolfi
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Mario Adinolfi e Gianfranco Amato fondano un partito anti-gay chiedendo aiuto a Dio e alla Madonna.


Di Emanuele Longobardi.

Dopo il flop del Family Day di gennaio e la sonora sconfitta delle unioni civili approvate in Senato, i militanti antigay ci  riprovano, con una iniziativa tesa a far discutere non poco gli italiani.

Il partito anti-gay.

Sembrerebbe trattarsi proprio di questo, di un partito politico atto a sdoganare la persecuzione istituzionalizzata degli omosessuali. A dare alla luce il progetto è Mario Adinolfi, la star del Family Day e Giancarlo Amato, presidente di “Giuristi per la vita”, associazione che organizza incontri omofobi in tutta Italia. Il partito si chiama “Popolo della famiglia” e nel logo ufficiale presenta una dicitura rosa nella parte superiore che recita così: “No gender nelle scuole”.

“Il popolo è con noi”. Ma anche no!

Adinolfi e Amato sembrano avere le idee chiare sulle rivendicazioni che saranno il vessillo del loro partito: “Dare risposta al grido che da tutta Italia si leva per provare a fermare un paese avviato verso il baratro”. Si riferiscono all’imminente approvazione del DDL sulle unioni civili, che riconoscerebbe per la prima volta le coppie gay in Italia. Dai proclama sembra siano in possesso di dati certi sulla contrarietà plebiscitaria degli italiani alle unioni civili, quando L’Atlante Politico di Demos, in febbraio, ha pubblicato delle stime che dimostrano il contrario: due elettori su tre favorevoli ai diritti omosessuali.

Basta un po’ di religione e l’ottimismo va su.

Il partito si appresta ad esordire per le elezioni amministrative di quest’anno. In meno di tre mesi gli omofobi italiani dovrebbero raccogliere firme, fondi e imbastire una campagna elettorale come si deve. Nonostante l’impresa sia alquanto ardua, sembra che i familisti siano quanto meno ottimisti. Come riusciranno a fare tutto in tempo? Semplice! “Chiedendo un miracolo al Signore”. Il loro programma politico sembra essere incentrato su una serie di battaglie cattoliche, quali l’obbligo del crocifisso, del festeggiamento di Natale e Pasqua e il divieto di lezioni sul gender nelle scuole. Come se tutto ciò non strizzasse abbastanza l’occhio ai clericali, Adinolfi e Amato infine concludono la presentazione del partito dicendo che: “Con l’aiuto di Dio, con lo sguardo benevolo di Maria Vergine e con il sostegno di quanti, mandando la propria disponibilità via e-mail, aderiranno al progetto, per mettersi in marcia per fare quel che è giusto e salvare l’Italia dalla sua deriva verso il nulla”.
Insomma, Santo Adinolfi e Santo Amato hanno appena cominciato una crociata contro i malefici omosessuali, che vanno ricacciati nell’inferno per difendere la famiglia tradizionale. Scherzi a parte, il “Partito della famiglia” sembra la versione anni 2000 e cattolica del “Partito nazista” e non solo per i principi deliranti e distorti di cui vuole farsi promotore, bensì, sopratutto, per le dinamiche fondandi del partito stesso: la lotta a un nemico, causa di ogni male, visto come depravazione in terra e portatore di disagio sociale. L’unica differenza tra il gruppo tedesco del secolo scorso e quello italiano, che sta germinando attualmente, consiste nella categoria sociale presa di mira: per il primo sono soprattutto gli ebrei, per il secondo sono solo gli omosessuali.

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