Banca mondiale, il presidente Jim Yong Kim: “Stop ai prestiti per i Paesi omofobi”

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Jim yong kim presidente banca mondiale
Jim yong kim presidente banca mondiale

Il presidente della Banca mondiale Jim Yong Kim ha annunciato che negherà i fondi ai progetti di paesi in via di sviluppo che discriminano le persone lgbt.


Di Flavia Viglione.

Storica presa di posizione del presidente della Banca Mondiale Jim Yong Kim, che ha annunciato che l’Istituzione, che ha come funzione principale quella di offrire prestiti a Paesi in via di sviluppo, si rifiuterà di offrire fondi a progetti di Paesi che potrebbero danneggiare le persone LGBT. La dichiarazione è avvenuta nella riunione “Pride and Prejudice” degli economisti che si è tenuta oggi a Londra, New York e Hong Kong, in cui il presidente ha spiegato come mai avesse tagliato dei prestiti all’Uganda dopo che aveva fatto passare una legge Anti-Omosessualità.

“Nel 2014 gli ugandesi hanno fatto passare una legge”, riferisce Jim Yong Kim, “che era un po’ più draconiana di molte leggi esistenti: diceva che l’omosessualità sarebbe stata punita con la prigione a vita, ma implicava anche che chiunque sospettasse l’omosessualità di qualcun altro aveva l’obbligo di denunciarlo[…] Proprio in quel momento stavamo per approvare un prestito di 90 milioni di dollari a supporto delle cliniche sanitarie in Uganda”.

La riflessione del presidente della Banca Mondiale, è stata che approvare un prestito in quel momento avrebbe messo in evidente rischio le persone LGBT che si fossero trovate nelle cliniche in cui sarebbero state molto facilmente denunciate o messe in serio pericolo. “Molti paesi – cintinua – hanno condannato l’Uganda per quella legge, ma i soldi ancora giravano. Noi fummo gli unici a fermare il prestito”.

La politica di maggior tutela dei diritti LGBT della Banca Mondiale deve procedere però a piccoli passi, contando su una regolamentazione di 70 anni di esperienza, ma, come afferma il presidente, si sta procedendo gradualmente per garantire maggior sorveglianza per controllare se i prestiti che sono concessi non mettano a rischio la comunità LGBT.

Jim Yong Kim rassicura anche che: “In qualsiasi paese in cui apriamo un nuovo ufficio insistiamo aggressivamente sui nostri standards su come vengano trattati i partners dello stesso sesso”.

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