Stepchild adoption, nuovo caso di adozione incrociata di 3 figli a 2 mamme

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Unioni civili e stepchild adoption
Unioni civili e stepchild adoption

Il Tribunale di Roma concede l’affido di tre figli a una coppia di due mamme. È la terza volta in un solo mese. Grande soddisfazione per le famiglie arcobaleno e le associazioni lgbt. Rete Lenford invita il legislatore a normare la stepchild adoption.


Di Flavia Viglione.

È stata riconosciuta l’adozione incrociata di tre figli ad una famiglia con due mamme, in una sentenza del Tribunale dei minori di Roma. Questo il terzo caso in un mese che permette ai figli di essere legalmente tali, anche se con due mamme. I precedenti, a febbraio e a marzo.
La comunicazione viene da Rete Lendford e Famiglie Arcobaleno, che spiegano: “Mentre la Camera si appresta a discutere la proposta di legge sulle unioni civili dove l’adozione dei figli del partner è stata stralciata rimettendo così tutto nelle mani dei giudici, il Tribunale scrive che già la normativa attuale ‘deve poter essere interpretata alla luce dei principi costituzionali e convenzionali che costituiscono il fondamento per il riconoscimento di nuove forme di genitorialità’. È di tutta evidenza che i rapporti esistenti tra le ricorrenti ed i rispettivi figli sono quelli concretamente e quotidianamente tipici di una sana relazione madre-figli”.

I figli, però, non sono fratelli tra loro.

L’affido, pur riconoscendo legalmente il rapporto madre-figli, non tutela però quello tra fratelli. Infatti, tra i tre figli, non è riconosciuta la relazione di fratelli. Ciò, sussiste nonostante i figli si riconoscano tra loro e siano riconosciuti anche all’esterno come fratelli, come dichiarato dalle due mamme.

Sangalli, Rete Lenford: “Ora il legislatore dia risposte”.

La Presidentessa delle Famiglie Arcobaleno, Marilena Grassadonia, si dichiara soddisfatta della sentenza, e sottolinea come questa metta “ancora una volta in evidenza la distanza abissale tra la politica italiana, il diritto e la realtà”.
L’intervento dell’avvocata Maria Grazie Sangalli, presidente di Avvocatura per i diritti Lgbt – Rete Lendford, aggiunge che l’aumentare dei casi in cui venga concessa l’adozione incrociata dei figli a famiglie con due genitori dello stesso sesso sottolinei “l’assoluta idoneità di queste coppie a svolgere in pieno il ruolo genitoriale. È scandaloso – continua l’avvocata – che di fronte a questa pressante esigenza di tutela dei minori il legislatore si rifiuti di dare una chiara risposta legislativa, addossando ai giudici di farsi portatori di un’interpretazione evolutiva delle norme e lasciando che ai figli di queste coppie vengano riconosciuti minori diritti rispetto a quelli che godrebbero con una adozione piena”.

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