Legge anti-gay passa al Senato del Missouri. Inutili le 39 ore di ostruzionismo

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legge antigay missouri
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Dopo il record di 39 ore di ostruzionismo no-stop dei democratici del Missouri, la legge anti-gay che protegge chi discrimina per motivazioni religiose passa al Senato.


Di Flavia Viglione.

Passa al Senato del Missouri la misura per tutelare la “libertà religiosa”, con un voto di 21 a 11. La legge si indirizza ora, dopo una seconda votazione aggiuntiva al Senato, alla Camera del Missouri dove la maggioranza potrebbe chiedere di farla ratificare dagli elettori nel giorno delle Elezioni.

Una procedura rara per forzare il voto.

I Repubblicani avrebbero usato in Aula un raro procedimento per far cessare il coraggioso ostruzionismo dei senatori democratici che hanno parlato no-stop per ben 39 ore. I legislatori si sono infatti avvalsi di una regola, permessa dall’Assemblea Generale, che è di solito usata alla Camera. Tale procedura consiste nella possibilità di bloccare un dibattito sottoponendo una lettera portatrice delle firme della maggioranza dei membri. All’inizio del terzo giorno di dibattito, la lettera è arrivata, mettendo fine all’ostruzionismo democratico e portando ai voti la legge, che è passata.

La legge prevede quattro parti che permettono a persone religiose e ad organizzazioni di negare servizi matrimoniali a coppie dello stesso sesso.

È dunque proibito allo stato imporre una pena alle organizzazioni religiose che si rifiutino di celebrare un matrimonio tra persone dello stesso sesso o di ospitare la cerimonia in una proprietà della stessa organizzazione.

La legge prevede che la dicitura “organizzazioni religiose” includa scuole, ospedali, corporazioni e fornitori di servizi sociali.

È previsto anche il divieto per lo stato di imporre una pena su un individuo che, per ragioni di credo religioso, si rifiuti di offrire beni di natura espressiva o di creazione artistica per una cerimonia di partner dello stesso sesso.

La legge non impedisce esplicitamente allo stato di fornire licenze legittime di matrimonio o altri benefici coniugali.

Questa parte della misura permette ad un individuo di usare la suddetta legge come reclamo o difesa in un processo legale, a prescindere dal fatto che lo stato sia parte della disputa o no.

Questa legge non difende il credo religioso ma abilita la discriminazione.

Come ci spiega Michael K. Lavers, giornalista del Washington Blade: “La risoluzione del Missouri deve ancora diventare legge, ma molti stati hanno approvato progetti di legge sulla libertà di religione, da quando la Corte Suprema degli Stati Uniti ha approvato i matrimoni tra persone dello stesso sesso, l’anno scorso. Tra questi paesi ci sono: Indiana, Mississippi e Virginia”.

Chi critica la risoluzione teme che si possa finire per negare alle coppie omosessuali alloggi, assunzioni, servizi sociali e scolastici.

“Questa legge incosciente – sostiene Sarah Warbelow, direttore legale della Campagna dei Diritti Umani – non ha nulla a che vedere con la libertà religiosa e ha tutto a che vedere con l’autorizzazione della discriminazione verso le persone LGBT del Missouri e le loro famiglie”.

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