Montevarchi studenti invitati in comune per l’unione civile gay. È polemica

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comune montevarchi
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Montevarchi, studenti invitati in comune alla cerimonia per l’unione civile fra due persone omosessuali, l’otto marzo. Fratelli d’Italia parla di “imposizione della lobby gay”. Preside smentisce: “Ad oggi non ho avuto alcuna contestazione da parte di nessuno”.


Di Emanuele Longobardi.

Bufera per una scuola di Montevarchi, scoppiata dopo che il centrodestra cittadino ha pubblicamente accusato il sindaco e il dirigente scolastico di aver “costretto” gli studenti di alcune classi dell’Isis “Benedetto Varchi” a presenziare ad una cerimonia per le unioni civili.

Fratelli d’Italia e la lobby gay all’attacco.

L’otto marzo, varie classi dell’Isis “Benedetto Varchi” hanno assistito alla costituzione di una unione civile, avvenuta al Comune. Le polemiche non sono tardate ad arrivare e il Capo Gruppo di Fratelli d’Italia,  Giovanni Donzelli, ha sollevato la questione. “A Montevarchi, in provincia di Arezzo, – ha dichiarato Donzelli – gli studenti delle scuole sono stati fatti partecipare obbligatoriamente alla cerimonia di iscrizione della prima coppia gay nel registro delle unioni civili del Comune. Istituire il registro delle unioni, come ha recentemente fatto il Comune di Montevarchi, è una scelta discutibile ma legittima, così com’è legittimo iscriversi una volta istituito. Ciò che è inaccettabile è che ai ragazzi venga somministrata come attività didattica la partecipazione alla cerimonia di iscrizione da parte di una coppia gay: la scuola pubblica pagata con i soldi pubblici non deve e non può essere usata per diffondere le idee della lobby gay“.
Il Capo Gruppo di Fratelli d’Italia non è tuttavia solo in questa omofoba battaglia: a spalleggiarlo è Giorgia Meloni, leader dello stesso partito, che ha repentinamente dichiarato che è pronta a presentare un’interrogazione parlamentare sulla questione.

Il chiarimento del dirigente scolastico.

Mentre il fuoco dell’intolleranza divampa a Montevarchi è il dirigente scolastico, Nedo Migliorini, a spiegare pacatamente cosa è realmente accaduto l’otto marzo: “I ragazzi sono stati invitati a partecipare, come ogni anno, ad una manifestazione organizzata per l’8 marzo durante la quale era prevista la presentazione del registro delle unioni civili. Ad oggi non ho avuto alcuna contestazione da parte di nessuno. Non hanno solo presenziato alla cerimonia ma hanno visto un film, hanno discusso con la regista. Noi dirigenti siamo valutati anche per la capacità di collaborare con il territorio ho quindi pensato che questa fosse un’occasione utile”.

Il sindaco: non si tratta di matrimoni gay.

Sulla questione prende parola anche il sindaco del comune aretino, Francesco Maria Grasso, che dimostandosi perplesso ha dichiarato: “Abbiamo organizzato una manifestazione dedicata ai diritti e abbiamo messo in esecuzione il registro delle unioni civili. Non si trattava di nozze. Il regolamento del registro è stato approvato nei mesi scorsi all’unanimità dal consiglio comunale dove siedono nei banchi dell’opposizione Forza Italia e una lista civica di centrodestra sostenuta dalla Lega Nord”.

Insomma, tra destra e sinistra, sembra che le nozze gay debbano essere celebrate in privato, con cautela e senza accostarle al matrimonio tradizionale, a meno che non si voglia incorrere nelle ire dell’opinione pubblica.

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