Google rifiuta la richiesta del Kenya di censurare un video musicale gay

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L’agenzia regolatrice dei media del Kenya ha imposto un ultimatum a Google entro cui togliere l’accesso a un video musicale che offre uno spaccato del vivere gay in Kenya, minacciando l’azione legale contro il gigante, che, però, ha lasciato passare la data stabilita dal Kenya senza acconsentire alla richiesta. “Esaminiamo le richieste dei governi – ha dichiarato google – se in linea con la filosofia della compagnia su trasparenza e libertà di espressione”


Di Flavia Viglione.

La band keniana Art Attack ha lanciato lo scorso mese un remake della canzone “Same Love”, degli americani Macklemore e Ryan Lewis.

Il video del remix, rappresenta uno spaccato dell’essere gay in Kenya, dove l’omosessualità è considerata una “offesa innaturale” punibile col carcere fino a 14 anni.

Tra le immagini del video musicale figurano anche articoli di giornale in cui l’omosessualità è dichiarata una “piaga peggiore dell’alcol”, e scene romantiche ed intime di una coppia di giovani ragazze.

La richiesta di censura.

Il Consiglio di Classificazione dei Film del Kenya ha bandito il video appena uscito sostenendo che minacciasse di trasformare il paese in “Sodoma e Gomorra”.

Questa mossa ha finito per regalare, però, molta più visibilità al video musicale, che ora vanta più di 140 mila visualizzazioni su YouTube.

L’agenzia regolatrice ha successivamente imposto un ultimatum a Google entro cui togliere l’accesso al video, minacciando l’azione legale contro il gigante, che però ha lasciato passare la data stabilita dal Kenya senza porre rimedio alla richiesta di rimozione del video.

Un portavoce americano di Google ha recentemente dichiarato alla rivista Quartz: “You Tube ha delle chiare politiche che delineano quale contenuto sia accettabile da pubblicare e rimuoviamo video che violano queste politiche quando sono segnalate dai nostri utenti. Esaminiamo le richieste di rimozione da parte del governo quando comunicate tramite il corretto processo legale e in linea con la filosofia della compagnia su trasparenza e libertà di espressione“.

Persino il capo del Consiglio di Classificazione dei Film del Kenya, Ezekiel Mutua, ha ammesso che l’omosessualità sia una questione in evoluzione in Kenya. Mutua ha specificato che nel paese è in atto una “guerra di ideologie” e che se un uomo omosessuale dovesse fare domanda per un lavoro con il Regolatore, non sarebbe rifiutato. Ha infine aggiunto: “Ma se due uomini si dovessero baciare in pubblico, sarebbero condannati“.

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