Australia: respinto voto su matrimoni gay, ma 64% degli australiani è a favore

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Il Senato Australiano respinge un tentativo di messa ai voti di una legge sui matrimoni gay. La proposta  dell’ex primo ministro Abbott di un plebiscito sta facendo il suo corso e verrà valutata, ma c’è chi parla di costi esorbitanti a carico della macchina statale. Intanto, secondo i sondaggi, il 64% degli australiani è favorevole al matrimonio egualitario, con una percentuale in crescita del 5%.


Di Flavia Viglione.

Il più che mai procrastinato matrimonio egualitario in Australia sarà  probabilmente affidato ad un plebiscito. I diritti coniugali degli australiani fanno capo ad una legge del 1961 che non specificava i generi dei coniugi, poi modificata nel 2004 specificando che i partner avrebbero dovuto essere di sessi opposti.

La proposta di plebiscito.

Prima che si dimettesse, l’ex Primo Ministro Tony Abbott ha proposto un plebiscito per votare sul matrimonio egualitario, decisione che da anni è rimandata dal governo. L’attuale premier Malcolm Turnbull, prima di rivestire tale ruolo, si diceva contrario a questa decisione, che riteneva socialmente divisoria. Turnbull dichiarava che il voto sul matrimonio egualitario si potesse ottenere liberamente da un voto parlamentare.

Oggi le cose sono cambiate in quanto Turnbull ha invece abbracciato la proposta del plebiscito, che verrà valutata dal Governo.

Più di 500 milioni il costo del plebiscito.

Tra i sostenitori LGBT, la società PwC ha previsto, tramite una recente pubblicazione, che questo plebiscito si troverà ad avere un costo altissimo: più di 500milioni. Rodney Croome, direttore nazionale dell’Australian Marriage Equality, dichiara che “la scelta del plebiscito sarà un campo minato di costi inaspettati, conseguenze involontarie e complicazioni sul calendario del finanziamento pubblico”.

Il Senato si divide.

Si è discussa in Senato la questione del matrimonio egualitario che porta il nome di Proposta di Emendamento sul Matrimonio Egualitario datata 2013. Durante il dibattito, il Green Party ha chiesto che la questione fosse messa ai voti, ma il Labor Party si è unito al Liberal Party per evitarlo. Il portavoce del Green Party per il matrimonio egualitario, il Senatore Robert Simms, ha dichiarato che il proprio partito è rimasto deluso dal comportamento del Labor Party.

“Stamattina, nell’ultimo disperato tentativo per far deragliare la riforma del Senato, i Laburisti hanno provato a trascinare per le lunghe il nostro dibattito sul matrimonio egualitario. Il Green Party si è opposto e ha chiesto di votare per il matrimonio egualitario. Il Labor Party si è schierato con i Liberali per affondare questa opportunità. Dopo anni di dibattito nel Parlamento e nella comunità non abbiamo più bisogno di discutere, abbiamo bisogno di un voto”.

Nel corso del dibattito, il Senatore Laburista Doug Cameron ha affermato, riguardo ai costi di un eventuale plebiscito:”Dobbiamo essere preparati a spendere – queste cifre enormi – perché il Primo Ministro di questo paese non ha il coraggio e non ha la spina dorsale di sollevarsi per ciò che lui proclama come suoi valori, per l’uguaglianza del matrimonio”.

Paradossali le cifre dei sondaggi.

Nonostante il clima di tensione, un recente sondaggio ha dimostrato che la maggior parte degli australiani sia favorevole al matrimonio egualitario, con una percentuale del 64%. Oltre il 5% in più rispetto a quella dello scorso anno.

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