M5S: “Col ddl unioni civili universitari obbligati a pagare alimenti”

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alfonso bonafede m5s
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Il M5S intende proporre modifiche migliorative al ddl unioni civili: “Pericolo di incostituzionalità”. A dichiararlo, nel corso di una riunione tra i parlamentari 5 stelle di Camera e Senato, il deputato Alfonso Bonafede.


Di Emanuele Longobardi.

Dopo il dietro front avvenuto per la discussione in Senato, il Movimento 5 Stelle sembra essere pronto a un altro boicottaggio del DDL sulle unioni civili. Ieri sera infatti, in una riunione tra parlamentari 5 Stelle di Camera e Senato, il deputato Alfonso Bonafede ha sollevato alcuni dubbi sulla costituzionalità di alcuni passi del DDL, dichiarando inoltre che nel disegno di legge attuale ci sarebbero dei grovigli tecnici da districare.

Quello che vale per il Senato, non vale per la Camera.

Il Movimento 5 Stelle ha sempre affermato di sostenere i diritti gay e di volere una legge sulle unioni civili. Per tutto l’iter del DDL 2081 in Senato, i senatori del gruppo hanno sempre ribadito di non aver presentato alcun emendamento per evitare ulteriori rallentamenti. Sembra invece che per la Camera la situazione sia ben diversa: “Emendamenti mirati e migliorativi – ha chiarito Bonafede – ad un testo di compromesso che è frutto dell’inciucio Renzi-Alfano-Verdini e che così com’è presenta più di un problema”.

Uno studente universitario potrebbe ritrovarsi a pagare gli alimenti al collega con cui condivide la residenza.

A far storcere tanto il naso a Bonafede è anche la norma nel comma 36 del primo articolo, in cui si parla di obbligo di mantenimento sia per coppie etero che per quelle omosessuali. Il ddl Cirinnà, commenta il parlamentare grillino, oltre alle unioni civili con registrazione davanti ad un pubblico ufficiale e la presenza di due testimoni, introduce anche le convivenze di fatto per le quali serve semplicemente avere la stessa residenza.

Così – avrebbe spiegato Bonafede ai colleghi – uno studente universitario potrebbe addirittura ritrovarsi a pagare gli alimenti. Inoltre va garantito uno spazio di libertà in cui due persone che convivono e che hanno deciso di non sposarsi non devono essere obbligate agli alimenti in caso di separazione”.

Insomma, il DDL sulle unioni civili non è stato ancora affrontato in Camera ma le polemiche non smettono di sbocciare come fiori al veleno.

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