Hollywood, Disney, Google, bloccano legge anti-gay in Georgia

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Nathan Deal governatore Georgia
Nathan Deal governatore Georgia

Il governatore della Georgia Nathan Deal ha posto il veto sulla discussa legge anti-gay che ha sollevato il boicottaggio delle maggiori aziende che investono nel Paese. Se fosse passata la legge, Atlanta sarebbe stata scartata come città che ospita il Super Bowl, Hollywood, Disney, Marvel avrebbero cessato di produrre in Georgia. Anche Microsoft, Google e Twitter, si sono mobilitate per dire no.


Di Flavia Viglione.

Il Governatore della Georgia Nathan Deal ha posto il veto bloccando così una legge anti-gay che minava la libertà LGBT.
La decisione è stata presa sotto la spinta del coro di protesta di società importanti che si sono opposte pubblicamente alla proposta di legge.

La legge.

Lo scorso mese i legislatori della Georgia hanno introdotto una legge che favorisce la discriminazione verso le persone LGBT. La legge permette alle organizzazioni religiose di negare servizi educativi, sociali e di beneficenza, sulla base delle loro convinzioni.
Le organizzazioni a cui si riferisce la legge possono essere chiese, scuole religiose e gruppi missionari, ma si teme che la norma possa estendersi anche ad imprese, ospedali, centri d’adozione e rifugi per senzatetto.

Il veto del governatore Deal.

Il progetto di legge è passato all’unanimità alla Camera dei Deputati della Georgia, trovando la strada spianata anche al Senato. L’approvazione, nelle mani del Governatore Nathan Deal, è stata per ora bloccata con un veto.

Il boicottaggio delle aziende.

Alcune tra le aziende più importanti al mondo si sono opposte a gran voce. Grandi nomi come Microsoft, Google e Twitter, si sono infatti uniti nella coalizione “Georgia Prospers” che si oppone alla legge.

La Georgia potrebbe rimetterci il Super Bowl.

La National Football League (NFL), un colosso tra le leghe di football americano, ha dichiarato che potrebbe scartare Atlanta come città ospitante del Super Bowl.

“La politica della società – ha dichiarato il portavoce della NFL, Brian McCarthy – proibisce discriminazioni basate su età, genere, razza, religione, orientamento sessuale, o qualsiasi altro standard inappropriato”.

Il richiamo di Hollywood.

Al Gala della Human Rights Campaign a Los Angeles, il Presidente Chad Griffin ha chiesto a Hollywood di cessare la propria produzione in Georgia, per lanciare il messaggio che questa legge non sarà accettata.

“So – ha dichiarato il Presidente Griffin – che stasera ci sono molti leader dell’industria dell’intrattenimento come altri stati, anche la Georgia offre incentivi fiscali a produzioni televisive e cinematografiche. Come risultato l’industria dell’intrattenimento ha un enorme impronta economica nello Stato. Ma se questa legge dovesse passare, i vostri dipendenti, i vostri imprenditori e tutti quelli che lavorano nelle vostre produzioni, sono a rischio di discriminazione autorizzata dallo Stato“.

Si uniscono altre grandi case di produzione e personaggi dello spettacolo.

Un portavoce della Disney ha dichiarato che se la legge fosse passata Disney e Marvel avrebbero “portato il proprio business altrove“.
Fra le attrici hanno protestato anche Anne Hathaway e Julianne Moore.

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