Papa Francesco: “Unioni gay compromettono il futuro della società”

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Amoris Laetitia papa francesco
Amoris Laetitia papa francesco

Con l’Esortazione apostolica post-sinodale Amoris laetitia, pubblicata l’8 aprile, Papa Francesco ribadisce il no della Chiesa cattolica ai matrimoni gay e al riconoscimento delle famiglie arcobaleno. “Nessuna unione precaria o chiusa alla trasmissione della vita – scrive il papa – ci assicura il futuro della società”.


Di Emanuele Longobardi.

Destano scalpore e costernazione le parole di Papa Francesco impresse nell’Esortazione apostolica post-sinodale Amoris Laetitia, incentrata sul tema della vita familiare.

Il Papa “aperto”.

Quando Jorge Mario Bergoglio, in quel fatidico 13 marzo 2013, fu eletto Papa, la società italiana si dimostrò incantata dalla sua figura amichevole e mediaticamente proposta come innovativa. La comunità LGBT italiana si dimostrò quasi commossa da quella che doveva essere una svolta epocale nella Chiesa cattolica. Tuttavia, il testo prodotto e firmato da Papa Francesco e presentato alla stampa poche ore or sono, sembra distruggere, corrodere, disintegrare tutto ciò che si era pensato e creduto su una delle figure più importanti del panorama religioso mondiale.

“La persona omosessuale va rispettata nella sua dignità e accolta con rispetto, con la cura di evitare ‘ogni marchio di ingiusta discriminazione’ e particolarmente ogni forma di aggressione e violenza” ha dichiarato Papa Francesco nella sua nuova enciclica. Belle parole, che sembrerebbero annunciare un’apertura inedita della Chiesa cattolica.

Tuttavia successivamente il discorso prende tutta un’altra piega: “Non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia. Nessuno – ha inoltre scritto Papa Francesco – può pensare che indebolire la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio sia qualcosa che giova alla società. Accade il contrario: pregiudica la maturazione delle persone, la cura dei valori comunitari e lo sviluppo etico delle città e dei villaggi. Le unioni di fatto o tra persone dello stesso sesso, per esempio, non si possono equiparare semplicisticamente al matrimonio. Nessuna unione precaria o chiusa alla trasmissione della vita – ha concluso – ci assicura il futuro della società”.

Tra accanimento e omertà.

Le parole di Papa Francesco hanno destato malumori e accuse di vario genere alla Chiesa cattolica ma di certo neppure altre personalità illustri si sono esonerate da questo circo di accanimento omofobo: “Questo documento non intende ‘cambiare’ la dottrina sul matrimonio e sulla famiglia. Insiste su una ‘conversione’ e un rinnovamento del linguaggio, che deve cessare di catalogare e di condannare e sul ‘discernimento’ per offrire alle persone che vivono situazioni ‘irregolari’ gli strumenti per partecipare alla vita della Chiesa” ha dichiarato al francese Le Monde il segretario del sinodo, Bruno Forte.
Tutto questo clamore, tutta questa foga discriminatoria per “discernere” ciò che è famiglia da ciò che non lo è, sembra stridere persino con l’attuale panorama sociale e politico italiano, con il Governo attuale che preme per l’approvazione di una legge sulle unioni civili. Non solo, il documento papale Amoris Laetitia sembra essere anche un aureo spauracchio per non trattare temi più scottanti in seno alla Chiesa cattolica, come la costante crisi per la pedofilia ecclesiastica che l’arcinota organizzazione religiosa deve far fronte quotidianamente.

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