Gpa, i protagonisti della foto virale raccontano la loro esperienza

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gpa intervista bj barone
La loro foto in sala parto, mentre a torso nudo, visibilmente commossi, stringono il piccolo Milo fra le braccia, ha fatto il giro del mondo. Oggi, proprio i protagonisti ci raccontano la loro esperienza con la maternità surrogata.

Nel 2014, Bj Barone e il suo compagno Frankie Nelson prendono in braccio il loro primo figlio. È il piccolo Milo, nato da Kathy, madre surrogata. Lindsay Foster, immortala il momento in sala parto, con una foto che diventa virale. Fratelli d’Italia s’impossessa di quell’immagine per farne un volantino omofobico. “Lui non potrà mai dire mamma” si legge nel manifesto.


Di Marco Cacciato Insilla (Miluzzo).

La ricerca. L’incontro. Il patto. L’attesa. Un annuncio. Si parte. Un pianto. È tuo figlio. Messo al mondo da una donna che ha deciso di cambiare per sempre la vita a una coppia gay. Via di corsa la maglietta, lo abbracci, lo stringi pelle a pelle. E piangi, piangi di gioia.

Bj Barone col compagno e Milo
Bj Barone e il suo compagno Frankie Nelson con loro figlio Milo.

Una fotografa delle nascite, Lindsay Foster, è presente in sala parto. Riesce a immortalare i sentimenti con uno scatto che fa il giro del mondo.

Arriva in Italia. Diventa virale. Plausi e polemiche. La foto finisce nelle mani sbagliate, di chi ne fa un uso improprio, violando il senso più intimo dell’innocenza. Il partito di Giorgia Meloni fa della foto un manifesto di propaganda omofobica, cosiddetta no-gender. Come aveva fatto un anno prima con uno scatto in onore di Leelah Alcorn – la diciassettenne transgender che si è uccisa a gennaio negli Stati Uniti perché i genitori non la accettavano e le imponevano una «terapia riparativa». Dovrà risponderne in tribunale.

Frankie Nelson e Bj Barone sono i protagonisti della storia che vi stiamo per raccontare. E poi c’è anche il piccolo Milo. Che adesso è cresciuto.

E a quanti prendono posizione sulla GPA, senza saperne un granché – soprattutto adesso, dopo l’appello contro la maternità surrogata firmato da 50 donne lesbiche – consigliamo la lettura di questa storia. Perché un atto di generosità, quando è gratuito e nasce dall’autodeterminazione della donna, è sempre nobile. E ancora più fecondo, se dona nuova vita. Buona lettura!

Intervista e traduzione a cura di Flavia Viglione.

L’intervista.

Bj Barone col compagno e Milo
Bj Barone e il suo compagno Frankie Nelson con loro figlio Milo.

A distanza di più di due anni dalla nascita di Milo, Bj Barone fa luce sul lungo viaggio, fatto insieme al marito, nel mondo della Gestazione per Altri in Canada.

Quale Paese avete scelto per iniziare la Gestazione per Altri?

«Il Canada. Volevamo essere vicini alla madre surrogata per poter arrivare in macchina agli appuntamenti col dottore. Viviamo a Toronto e la nostra madre surrogata a Kingston, in Ontario, a circa tre ore di macchina da noi».

 

Quando avete iniziato?

«Nel 2012. Ho firmato il mio contratto da insegnante e ho detto a Frank: “Iniziamo il processo!”. Abbiamo cominciato a cercare donatrici di ovuli, parlando con molte madri surrogate. È stato estenuante. In un certo senso è come gli appuntamenti online. Abbiamo parlato con molte madri surrogate, ma con loro non è scattato quel feeling che cercavamo.

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Milo con la mamma surrogata Kathy, in sala parto.

Alla fine abbiamo trovato Kathy, assegnata però ad un’altra famiglia a quei tempi. Mesi dopo, le abbiamo mandato un altro messaggio per vedere come stessero andando le cose con l’altra famiglia. Ma con loro non stava funzionando.

Così abbiamo organizzato un incontro in cui le nostre famiglie si sono connesse ed è scattato il giusto feeling. Kathy disse che ci avrebbe aiutato a costruire la nostra famiglia!».

Avete scelto la madre surrogata da un catalogo?

«Abbiamo scelto la strada della surrogazione gestazionale, dove una donna dona l’ovulo e un’altra avrà il bambino.

Ci siamo iscritti ad alcuni siti di maternità surrogata dove ci sono anche i profili delle donatrici di ovuli. Per scegliere la nostra abbiamo letto diversi profili, visto le loro foto, letto la storia clinica della loro famiglia e contattato chi sentivamo fosse la persona migliore per essere la madre biologica di Milo.

Bj Barone col compagno e Milo
Milo al parco.

Per una madre surrogata è più difficile scegliere. Non ce ne sono così tante lì fuori. E non appena una nuova donna arriva sul sito, molti genitori la contattano e vengono associati velocemente con una famiglia.

Questo passaggio è stato particolarmente difficile, perché abbiamo temuto di non riuscire a creare un’unione con una madre surrogata».

Cosa prevede la legge nel paese che avete scelto?

«In Canada la Gestazione per Altri è legale. L’Atto sulla Riproduzione Umana Assistita (AHRA) proibisce di fornire o accettare il pagamento per una donna donatrice. È illegale pagare una madre surrogata per i suoi servizi. È invece legale rimborsare le sole spese sostenute portare a termine la gravidanza».

Quali garanzie e protezioni sono previste per le madri surrogate?

«Una volta che una madre surrogata e i genitori intenzionali si accordano per collaborare insieme, si contatta un avvocato e si stila un accordo. Questo elenca gli obblighi giuridici e i diritti di ciascuna delle parti.

Bj Barone col compagno e Milo
Bj Barone e il suo compagno Frankie Nelson con loro figlio Milo.

Una volta che il bambino è nato, c’è bisogno di compiere ulteriori step legali affinché i genitori intenzionali siano dichiarati genitori legali del bambino e non la madre surrogata, o suo marito, o il compagno, in caso ci fosse».

Quanto avete speso?

«Il costo del rimborso per la gpa varia da una provincia all’altra e da gravidanza a gravidanza. Alcune donne hanno parti facili che comportano costi minimi. Altre ne hanno di molto difficili, devono rimanere a letto a riposare e non possono lavorare. Dipende tutto da cosa capita durante la gestazione. Sono implicati anche spese mediche, appuntamenti medici, cure, spese di viaggio».

Bj Barone col compagno e Milo
Bj Barone e il suo compagno Frankie Nelson con loro figlio Milo.

Qual è il vostro rapporto con la madre biologica di Milo?

«Non abbiamo contatti con la madre biologica di Milo (la donatrice di ovuli). Ma li abbiamo con la nostra madre surrogata, Kathy e la sua famiglia. Kathy ha giocato il ruolo più grande nel portare Milo in questo mondo, e noi siamo in buoni rapporti con lei e la sua famiglia. I suoi bambini sono il fratello e la sorella surrogati di Milo. Ci facciamo visita l’un l’altro e grazie a Facebook possiamo vedere reciprocamente gli aggiornamenti delle nostre famiglie. Un giorno, quando Milo sarà grande abbastanza, gli spiegheremo chi è Kathy e che lei è una persona molto speciale per i suoi papà».

Il vostro ricordo più bello che vi lega a Milo?

Bj Barone col compagno e Milo
Bj Barone e il suo compagno Frankie Nelson con loro figlio Milo.

«Ci sono così tanti bei ricordi che ci legano a Milo. Penso che quello che ci è rimasto più impresso è il giorno della sua nascita. Eravamo lì con Kathy, suo marito e le ostetriche all’ospedale. Kathy era in un difficile travaglio da circa sei ore e poi è venuto il momento in cui Milo ha voluto venire al mondo! Stavamo in piedi proprio accanto a Kathy mentre stava partorendo. Mi ricordo che potevo vedere la testa di Milo che iniziava a venir fuori e ricordo di essermi detto: “Ci siamo, sarò padre!!”. Frank ed io eravamo così travolti dall’emozione che abbiamo iniziato a piangere quando abbiamo visto Milo per la primissima volta. La nostra ostetrica ha urlato: “Toglietevi le magliette!!”. Ci siamo tolti le magliette e in pochi secondi Milo è stato posato sul petto di Frank ed io ho avvolto le mie braccia attorno a loro due. L’amica di Kathy, Lindsay Foster, che è una fotografa delle nascite, ha chiesto se potesse fotografare quel momento per noi. E abbiamo detto di sì. È riuscita a catturare l’immagine che è diventata virale. Quel momento vivrà per sempre nella nostra memoria e nei nostri cuori».

Cosa pensa della gpa l’opinione pubblica del vostro paese?

«Fortunatamente viviamo in un paese progressista e tollerante come il Canada. La maternità surrogata è nella maggior parte dei casi largamente accettata qui. Come ovunque, ci sono alcune persone che pssono credere che la maternità surrogata non sia accettabile, ma quel tipo di persone è una minoranza qui».

Avete denunciato il Partito di Giorgia Meloni per uso improprio della foto in sala parto?

«Avvocati dall’Italia si sono fatti avanti per aiutarci ad avviare un’azione legale contro di lei e Fratelli d’Italia. Stiamo attualmente lavorando con diversi legali e il nostro caso andrà in aula in Italia a breve. Quello che hanno fatto è stato sbagliato, immorale e noi non lo tolleriamo. Hanno usato la nostra immagine negativamente e noi li combatteremo».

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Flavia Viglione
Nata il primo Settembre 1990 a Roma. Laureata in Lingue e Letterature Europee e Americane e laureanda nel corso magistrale dello stesso indirizzo. Oltre a scrivere con motivazione per LGBT News Italia, mi interesso di traduzione e di temi antropologici, di cui scrivo due volte al mese su un’altra rivista on line. Per la mia laurea triennale, ho scritto una tesi sul “Sense of humor” in una prospettiva linguistica inglese, tesi in cui ho combinato entrambe le mie curiosità per la lingua e per l’antropologia. Progetto un periodo di studio per la mia prossima tesi all’estero.

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