Unioni civili, Bagnasco: “Stepchild adoption non torni dalla porta di servizio”

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angelo bagnasco presidente della cei
angelo bagnasco presidente della cei

Il cardinale Angelo Bagnasco torna ad attaccare il ddl sulle unioni civili ed esorta il Governo italiano a non legiferare in materia di stepchild adoption e adozioni gay.


Di Emanuele Longobardi.

Maggio sembra il mese decisivo per il DDL unioni civili e il cardinale Angelo Bagnasco, capo della Conferenza dei Vescovi italiani (CEI), torna all’attacco.

La minaccia della stepchild adoption.

Il cardinal Bagnasco sembra nutrire il timore che le adozioni gay possano in qualche modo risorgere dalle loro ceneri ed essere sdoganate nel Bel Paese.

Le adozioni gay sono state stralciate e noi tutti speriamo che non rientrino in altro modo, perché sarebbe un’ipocrisia” ha dichiarato quest’oggi Bagnasco a margine della conferenza stampa delle Conferenze episcopali europee.

Il rifiuto delle unioni civili.

Sembra che la legge che a giorni approderà nell’aula di Montecitorio a Bagnasco proprio non vada giù.

I diritti individuali sono già ampiamente assicurati – ha continuato il presidente della CEI-. Mettere sullo stesso piano il matrimonio con altre unioni è indebolire la famiglia. Una famiglia è formata dal matrimonio tra un uomo e una donna e costituisce il fondamento della società civile”.

La probabile fiducia per il DDL.

Ma se la Chiesa cattolica, rappresentata dalle dichiarazioni del capo della CEI, persevera con la sua linea intollerante, il Governo italiano spinge affinché il DDL sulle unioni civili venga approvato in tempi brevi.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, ha dichiarato proprio ieri a Firenze che il disegno di legge verrà votato alla Camera tra il 10 e il 12 maggio e che molto probabilmente sarà posta nuovamente la fiducia.

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