La campagna di Arcigay per la Giornata internazionale contro l’omofobia

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campagna omofobia arcigay
campagna omofobia arcigay

In occasione della giornata internazionale contro l’omofobia, Arcigay ha preparato una campagna ad hoc: “Omofobia, bifobia e transfobia non sono opinioni”.


Di Emanuele Longobardi.

Il 17 maggio si celebra in tutto il mondo la giornata internazionale contro l’omofobia. Arcigay, la storica associazione italiana che si batte per i diritti degli omosessuali, ha già preparato una massiccia campagna per l’occasione.

L’omofobia, la bifobia e la transfobia non sono un’opinione. Questa campagna serve anche a porci un obiettivo e a ricordare a tutte le persone gay, lesbiche, bisessuali e trans che subiscono discriminazioni e violenze per il loro orientamento sessuale e la loro identità di genere che stiamo tutte e tutti combattendo una battaglia per cambiare questo Paese: la promessa è che la vinceremo” ha dichiarato Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay.

I volti della campagna.

La celebrazione di questa giornata sarà corredata da banner, volantini e manifesti i cui protagonisti sono cittadini di alcuni Paesi della comunità europea.

Spagna, Olanda, Germania e Francia. Queste sono le nazioni d’appartenenza dei nuovi volti targati Arcigay.

Campagna di Arcigay 2016 contro l'omofobia
Campagna di Arcigay 2016 contro l’omofobia
Campagna di Arcigay 2016 contro l'omofobia
Campagna di Arcigay 2016 contro l’omofobia
Campagna di Arcigay 2016 contro l'omofobia
Campagna di Arcigay 2016 contro l’omofobia
Campagna di Arcigay 2016 contro l'omofobia
Campagna di Arcigay 2016 contro l’omofobia

La scelta non è tuttavia casuale: “Ciascuno dei Paesi rappresentati – continua Piazzoni – ha leggi che in modi diversi contrastano le discriminazioni e perseguono con efficacia i crimini e le parole d’odio. In Italia, invece, la politica non è riuscita a fare altrettanto: il provvedimento che voleva aggiungere alla legge Reale-Mancino le aggravanti per omofobia e transfobia  è uscito con una pessima formulazione dalla Camera dei Deputati e ora è arenato in Commissione Giustizia al Senato.

Nella conferenza di fine anno del 2015, il Presidente del Consiglio aveva dichiarato che il 2016 sarebbe stato l’anno delle unioni civili e della legge contro l’omotransfobia: è il caso di ricordare al Governo e al Parlamento questo impegno, soprattutto alla luce dei picchi di ostilità generati dalla radicalizzazione del dibattito sulle unioni civili, e nella consapevolezza che la maggior visibilità delle coppie gay e lesbiche potrebbe esporle alle reazioni omofobe di chi non accetta quel riconoscimento, come è accaduto in molti Paesi che hanno già attraversato questa fase. Due ragioni in più che si sommano alle tante che questa Italia omofoba, transfobica, sessista e razzista non perde occasione, purtroppo quasi quotidianamente, di ricordarci”.

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