Omofobia a Genova, preso a pugni in testa perché gay

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Siete proprio sicuri che l'omofobia sia libertà d'espressione?

Episodio di omofobia a Genova, picchiato un ragazzo di diciannove anni. Il giovane: “Mi hanno aggredito perché sono gay ma ho reagito. Basta subire.”


Di Emanuele Longobardi.

Attimi di paura per Davide Scorsa, un giovane diciannovenne omosessuale, aggredito per le vie di Genova nella notte tra il 6 e il 7 maggio. Davide era intento a passeggiare in compagnia di alcuni amici nelle vicinanze del Teatro della Tosse, in pieno centro città. Ad attenderli un altro gruppetto, che ha preso subito di mira gli omosessuali del gruppo: “Hanno cominciato con i luoghi comuni e continuato con gli insulti, chiamandoci froci, e non ripeto cos’altro” ha dichiarato Davide a La Repubblica. Gli amici del ragazzo sembravano accusare con sopportazione l’omofobia del gruppetto antagonista mentre Davide, all’ennesimo insulto, ha reagito alle provocazioni: “Non sono riuscito a stare zitto, gli ho risposto di smetterla, di andarsene”. Uno degli omofobi ha quindi iniziato a picchiarlo, assestandogli dei pugni, tra urla e strattonamenti.

Le autorità che latitano.

La situazione sembrava precipitare, quando gli amici di Davide sono arrivati in suo soccorso. Respinto l’attacco dell’omofobo, Davide ha tentato di chiamare la polizia. Le violenze tuttavia non erano ancora finite per il giovane genovese: “Un altro ha trovato per terra una tavola in legno, tipo quelle che i negozi usano ai piedi delle saracinesche, e mi ha colpito in testa“. Riprendendosi dallo shock iniziale, Davide ha provato nuovamente a chiamare un agente della polizia, il quale però gli ha risposto di rivolgersi ai carabinieri. Quando questi ultimi finalmente sono arrivati sul luogo dell’aggressione, gli omofobi erano già scappati via.

Lo sfogo sul web.

Ancora scosso dall’aggressione, Davide ha deciso di condividere l’accaduto con i suoi contatti Facebook. “Come sto ora? Ho un gran mal di testa e male a una spalla ma so che sarebbe potuta finire molto peggio. La cosa bella è che a soccorrermi sono arrivati due ragazzi albanesi e uno brasiliano, alla faccia dei luoghi comuni sugli stranieri” ha poi dichiarato il giovane a La Repubblica. “Il mio obiettivo, più che la denuncia, è mandare un messaggio: dicono che i gay hanno già troppi diritti, ma non abbiamo neanche quello a una vita tranquilla. Noi li abbiamo fermati. Ma se succede a qualcuno che non riesce a difendersi?”

La presa di posizione di Arcigay.

“Con grande dispiacere apprendiamo che nella notte fra venerdì 6 e sabato 7 maggio ha avuto luogo a Genova un’altra aggressione di stampo omofobo. Dopo l’aggressione avvenuta al capolinea dell’autobus di piazza Caricamento l’estate scorsa e dopo la recente aggressione di Sampierdarena, arriviamo al terzo grave atto di omofobia in meno di un anno. Questa volta un gruppo di ragazzi è stato aggredito verbalmente nei luoghi della movida del centro storico e uno di loro, 19 anni, dopo aver risposto alle offese, è stato attaccato e percosso” si legge in una nota di Arcigay.

“Atto gravissimo – ha aggiunto Claudio Tosi, presidente di Arcigay Genova -. È venuto il momento di interrogarci su come sia realmente l’omofobia in questa città. Genova è sicuramente una città inclusiva, ma ne stiamo scoprendo i limiti”.

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