Con 372 sì le unioni civili diventano legge. Da oggi gay e lesbiche esistono

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matrimoni gay in europa
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Unioni civili, con il sì definitivo della Camera è stato approvato il ddl che introduce la possibilità per partner dello stesso sesso di unirsi civilmente. Il governo di Matteo Renzi incassa così la prima fiducia alle 15.58, con 369 voti favorevoli e 193 contrari. Poi, qualche ora dopo, è arrivato il sì definitivo di Montecitorio con 372 sì, 51 contrari e 99 astenuti.


Di Andrea Miluzzo

Col sì definitivo di Montecitorio anche in Italia sarà possibile unirsi civilmente con il partner o la partner dello stesso sesso.

Che il governo ponesse il voto di fiducia sul provvedimento era già nell’aria da diverso tempo. Prima, le anticipazioni dello stesso premier Matteo Renzi, ospite domenica scorsa da Fabio Fazio a Che tempo che fa, poi, l’annuncio ufficiale, ieri, in aula, della Ministra per i Rapporti col Parlamento e per le Riforme Costituzionali Maria Elena Boschi.

Oggi, dopo mesi di dibattito politico, scontri nei talk show e manifestazioni contrapposte, fra chi è favorevole e chi contrario al riconoscimento dei diritti delle persone lgbt, anche l’Italia avrà una disciplina delle coppie di fatto.

La mattinata in Parlamento.

Stamani la discussione alla Camera dei deputati è proseguita fra le proteste delle opposizioni che contestavano la scelta del governo di porre la fiducia su una legge d’iniziativa parlamentare.

La chiama dei deputati per il voto di fiducia, prevista per le 14:30 è stata anticipata alle 14.10 per impegni istituzionali di alcuni parlamentari che in mattinata ne hanno fatto richiesta. Poi, in serata, l’ok definitivo.

Ieri, al momento dell’annuncio della Boschi, alcuni momenti di tensione per la protesta delle opposizioni. Il deputato leghista Massimiliano Fedriga si era levato contro i banchi del Partito Democratico. “Siete servi della gleba – aveva gridato Fedriga ai deputati del PD che esultavano alle parole della Boschi – applaudite pur di essere ricandidati”.

Molti i pareri e gli umori contrastanti all’interno della comunità LGBT. C’è chi considera la legge una svolta storica e vorrebbe scendere in piazza a festeggiare, chi la considera, senza troppo entusiasmo, un passo in avanti verso l’acquisizione totale dei diritti lgbt e chi, invece, non riesce a digerire lo stralcio della stepchild adoption, la rimozione del vincolo di fedeltà per i coniugi, i distinguo che allontanano le future unioni civili dal matrimonio civile eterosessuale.

Intanto, oggi, a Roma, a partire dalle ore 16.00, alcuni attivisti per i diritti civili si sono ritrovati per un sit-in in Piazza Montecitorio, organizzato dalle associazioni LGBT romane Agedo Roma, Anddos, Anddos-Gaynet Roma, ArciGay Roma, ArciLesbica Roma, Azione Trans, Certi Diritti Roma, Dgp Digayproject, EDGE Excellence&Diversity GLBT Exec, Gay Center, Lista Lesbica Italiana, Tor Vergata Rainbow Rete della Conoscenza, Gender Roma.

Al memento, dunque, fra i 28 Stati membri dell’UE, rimangono in 6 quelli che non prevedono tutele per le persone lgbt. Sono Lituania, Lettonia, Polonia, Slovacchia, Bulgaria e Romania.

L’Italia, invece, si unisce agli Stati europei che hanno adottato una legislazione che disciplina le unioni civili fra persone dello stesso sesso, senza stepchild adoption né adozioni. Siamo quindi in compagnia di Cipro, Croazia, Grecia, Repubblica Ceca, Ungheria, mentre ci superano Estonia, Germania e Slovenia per aver regolamentato la stepchild adoption, ma non il pieno diritto all’adozione.

Da oggi, però, comincia in Italia una nuova battaglia: quella per il matrimonio egualitario e per il riconoscimento della stepchild adoption e delle adozioni.

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