Unioni Civili. Il testo arriva finalmente in Senato. Proteste di Giovanardi e Malan: “Procedura illegale”

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Ddl unioni civili arriva in Senato
Ddl unioni civili arriva in Senato

di Redazione.


Dopo sospensione per mancanza numero legale il ddl Unioni Civili è giunto finalmente in Senato, come previsto dopo l’incardinamento del testo in Commissione di lunedì. Ieri, la decisione dell’approdo in aula fissato per oggi. Stamani a palazzo Madama Nitto Palma ha illustrato i lavori della Commissione. Poi si è passati agli altri punti all’ordine del giorno. Nel pomeriggio comunicazioni del Presidente del Consiglio. I lavori riprenderanno verosimilmente a gennaio, a termine del voto della legge di stabilità


Ieri, il braccio di ferro nella maggioranza. Mentre Renzi ribadiva: “Non si può aspettare. Libertà di coscienza su adozioni”, i senatori dell’ufficio di presidenza Pd hanno accolto all’unanimità la proposta del capogruppo Luigi Zanda di portare subito in Aula il testo sulle unioni civili, nonostante lo stop di Renato Schifani, capogruppo Ap in Senato, che confermava la contrarietà dei centristi alla calendarizzazione immediata.

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La creazione del nuovo testo che sostituisce il ddl Cirinnà

Il Pd si era reso conto che la strada del voto degli emendamenti in Commissione sul ddl Cirinnà non era più percorribile. Troppi emendamenti e troppo ostruzionismo stavano rallentando i lavori e la data di conclusione sembrava davvero un miraggio. Allora la decisione di presentare un nuovo testo del ddl con modifiche frutto di una prima mediazione, che accolgono la tanto contestata definizione di “formazione sociale specifica” per le famiglie omosessuali, eliminano alcuni dei riferimenti del Codice civile in materia di rapporti familiari e che operano una revisione formale dal punto di vista lessicale volta a sostituire il termine “famiglia” col termine “comune”; esempio, dove si leggeva “bisogni della famiglia”, oggi si legge “bisogni comuni”. Accantonato dunque il progetto del vecchio ddl Cririnnà il Pd ha deciso di portare il nuovo testo subito in aula saltando la discussione in Commissione e rimettendosi al volere dell’aula.

L’approdo in aula del ddl fra le proteste di Giovanardi e Malan

Oggi, come previsto il nuovo Ddl Unioni civili è giunto in Senato fra le proteste di AP e FI. Carlo Giovanardi e Lucio Malan sono intervenuti parlando di procedura illegale, ma dimenticano che la vera illegalità è l’omofobia e la discriminazione di Stato che le coppi omosessuali subiscono in Italia per la mancata equiparazione di diritti fondamentali garantiti invece alle coppie eterosessuali.

Il presidente della Commissione giustizia Nitto Palma ha invece illustrato i lavori della Commissione. Poi si è passati agli altri punti all’ordine del giorno. Nel pomeriggio sono invece previste comunicazioni del Presidente del Consiglio.

L’esame del ddl, dunque, riprenderà verosimilmente a gennaio, a termine del voto della legge di stabilità.

L’iter della legge e i tempi parlamentari

È verosimile che l’inizio della discussione in Senato vedrà la luce per gennaio 2016. Cuore in pace, quindi, per coloro che avevano sperato nell’approvazione della legge entro l’anno e probabilmente anche per chi spera nel 2016. Il vero cammino del ddl non è ancora cominciato. Senza tener conto di ostruzionismi e guerre ideologiche annunciate, oggettivamente, la strada è ancora lunga: discussione in Senato, emendamenti, discussione e votazione emendamenti, votazione finale, ritorno in commissione alla Camera, presentazione emendamenti, votazione emendamenti in Commissione, incardinamento alla Camera, discussione, votazione emendamenti, votazione finale della Camera e licenziamento del testo, sempre che non siano state approvate modifiche alla Camera, caso in cui il testo dovrebbe ricominciare il percorso del Senato. Considerando le lungaggini dei tempi parlamentari, se il Governo non deciderà di forzare la mano, mettendo a serio rischio l’alleanza col partito di Alfano e aprendo lo scenario della crisi di Governo e del voto anticipato, è alquanto difficile che una legge sulle unioni civili possa vedere la luce prima della primavera del 2017.

Renzi cerca l’accordo con Alfano

Dopo l’incontro di lunedì fra Matteo Renzi e Angelino Alfano sembra ancora mancare, almeno sulla carta, un accordo interno alla maggioranza di governo. Renzi avrebbe i numeri per votare il ddl senza modifiche insieme a M5S, SEL, parte di FI e senatori del Gruppo Misto, ma non vuole che il ddl venga votato da una maggioranza diversa e cerca di trovare un compromesso con Alfano.

Eppure domenica, il premier, intervistato da Fazio a “Che tempo che fa”, con un lapsus, senza volerlo, potrebbe aver anticipato l’accordo segreto e finale con NCD e con i democratici cattolici. Renzi ha infatti parlato di stepchild adoption come di “adozione del figlio del compagno in caso di decesso del padre effettivo”. In realtà la stepchild adoption è semplicemente l’adozione del figlio del partner, senza alcuna clausola di decesso. È un espediente che consente ai genitori non biologici di diventare genitori adottivi dei figli dei partner, una volta contratta l’unione civile.

Probabilmente, quindi, una sorta di proto-accordo è già nell’aria e potrebbe palesarsi nel corso delle votazioni al Senato e alla Camera: si potrebbe passare dallo statuto dell’adozione a quello dell’affido, per cedere alle richieste dell’area cattolica del PD e restringere la possibilità di ricorrervi nei soli casi limite in cui il genitore biologico muoia e il figlio non abbia al mondo altri che il genitore non biologico, per ammielare la pillola agli alfaniani.

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