Adozioni gay, sit-in dei familisti alla Cassazione. Ma sono solo in 20

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manifestazione omofoba
Presidio di fronte alla sede della Corte di Cassazione. I manifestanti presenti in foto, sono appena 16. [Foto it.zenit.org]

La Cassazione doveva pronunciarsi su un caso di adozioni gay. Il popolo del Family Day si era dato appuntamento per protestare davanti alla Cassazione. Chiedevano di rimandare a Sezioni Unite la decisione. I giudici, invece, rinviano alla prima sezione civile. Presenti Formigoni, Gasparri, Giovanardi, Roccella e pochissimi altri.


di Marta Mariani.

Nuova chiamata alle armi dal popolo del Family Day. Stavolta, rispondono in 20, parlamentari compresi. Presenti solo i vertici del Comitato Difendiamo i Nostri Figli al sit-in di protesta che si è svolto oggi alle 12 in Piazza Cavour, a Roma. Al centro delle proteste dei familisti “il diritto dei bambini a non essere programmati fin dal concepimento – spiegano gli organizzatori – orfani di madre o di padre”.

Una ventina di persone in tutto davanti alla Cassazione. Insieme a loro, alcuni politici, come Formigoni, Gasparri, Giovanardi, Roccella. Tutti sostenitori di Gandolfini, leader maximo del Family Day, in una data cruciale.

Cruciale, perché oggi la Sesta Sezione della Cassazione doveva pronunciarsi su un caso di adozione per una coppia di uomini sposati all’estero.

Ma la decisione è stata rinviata alla Prima Sezione civile. Sezione che nel giugno scorso si era già espressa a favore della stepchild adoption per una coppia di donne.

Omofobi sul piede di guerra.

Il leader del Family Day, Gandolfini, ha fatto oggi alcune richieste alla Corte e a Mattarella.

“Su un tema così importante che può fare giurisprudenza, come l’adozione da parte di due uomini – dichiarano gli organizzatori – si chiede che una decisione tale venga presa a Sezioni Unite”.

La Cassazione, infatti, si riunisce a Sezioni Unite solo per i casi più importanti. Ovvero, come prescrivono gli articoli 360 e 362 del Cpc “per motivi attinenti alla giurisdizione”, per “conflitti [..] di giurisdizione tra giudici speciali [..], per conflitti di attribuzione tra la pubblica amministrazione e il giudice ordinario”.

“Solo le Sezioni Unite sono l’organo che per legge può stabilire l’uniformità della giurisprudenza su un tema così delicato”, gli fa eco Carlo Giovanardi, senatore del Gruppo Misto.

“Secondo noi, se passasse questa sentenza verrebbe legittimato de facto l’utero in affitto”. E per il Comitato, la gestazione per altri lede il diritto del bambino perché “viene programmato senza madre”. Parole dello staff del Comitato.

“Di fatto – aveva scritto ieri il Cdnf, “c’è il tentativo di far passare per via giurisprudenziale la stepchild adoption. Ovvero, l’adozione del figlio biologico del partner. Stralciata dal ddl Cirinnà dopo le grandi manifestazioni di piazza. Si cerca cioè di legittimare l’abominevole pratica dell’utero in affitto – che mercifica la donna e il nascituro – dal momento che è contro ogni evidenza scientifica che due uomini possano generare un bambino senza rivolgersi al mercato dei gameti e dell’utero di una donna”.

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