Omofobia – Gay aggredito a Polignano: due bestie contro uno, riprese dalle telecamere

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di Andrea Miluzzo


Lunedì 29 giugno, a Polignano a Mare, in piazza Moro, l’ennesima vittima della bestialità umana contro natura. Due giovani di appena 18 e 20 anni hanno insultato, minacciato e pestato un giovane ragazzo di Polignano, che non ha nemmeno reagito se non parandosi il volto con le mani. Lo hanno inseguito fin dentro il negozio continuando a colpirlo, hanno spinto e buttato per terra la gente che cercava di impedire loro di rientrare in negozio a completare l’opera ignobile, prima di essere fermati dall’intervento dei carabinieri. Leo è stato portato in ospedale con l’ambulanza. A denunciare l’episodio parlando di omofobia è Nicola Teofilo con un articolo su PolignanoWeb. Sconsigliamo la visione del video a persone particolarmente sensibili.

Dal “ricchione di merda” al pestaggio animalesco, comincia e finisce sempre così il raptus d’odio omofobico delle bestie umane.

Perché se è vero che l’omosessualità è ormai universalmente riconosciuto dalla scienza come variante normale e naturale della sessualità animale e umana, l’omofobia è contro natura perché non esiste nel regno animale, ma nella sola specie umana che di tutte è la più violenta e l’unica a commettere violenze ingiustificate se non dal solo gusto di godere della sofferenza altrui.

Sappiamo bene che quando cadranno i punti e guariranno i traumi altre ferite rimarranno indelebili per tutta la vita, quei segni insopportabili della paura e dell’angoscia che opprimono più di mille ferite, quelle sensazioni di sconforto e solitudine di chi sa di non essere tutelato dalla legge e dalle istituzioni da cui spesso invece viene offeso e insultato.

Ma questo la classe politica più inefficiente e inadeguata della storia della Repubblica italiana non riesce proprio a comprenderlo.

E purtroppo bisogna costatare l’amara verità che questa nostra Italia, ostaggio degli interessi economici e politici dello Stato Vaticano, non avrà mai una legge seria contro l’omotransfobia prima di una strage in discoteca in cui muoiano almeno 20 persone, magari per mano di un fan sfegatato del Family Day, particolarmente acceso dalle parole di Kiko Arguello o da qualsiasi altro omofobo di turno che ha cercato di dare giustificazioni ideologiche all’odio, finendo per fomentarlo, con la manifestazione di piazza S. Giovanni, alimentando un clima da guerra civile entro cui certamente, come sta già accadendo, si faranno spazio gli atti d’intolleranza e di violenza degli squadristi più violenti e reazionari che pure riempiono le loro piazze.

E, nonostante tutto questo, ci sarà sempre chi continuerà a dire che l’omofobia non esiste.

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