Alfano denunciato per omofobia alla Commissione Europea da due vescovi

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Alfano denunciato per omofobia alla Commissione Europea da due vescovi

[Attenzione! Questo post – come tutti quelli che precedono il primo articolo pubblicato direttamente sul sito, il 30 ottobre 2014 – è tratto dalla vecchia pagina Facebook che ha preceduto la creazione del sito]


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Alfano denunciato per omofobia alla Commissione Europea da due vescovi

La Chiesa Cristiana Antica Cattolica e Apostolica a firma dell’arcivescovo primate di Monza Giovanni Climaco Mapelli e del vescovo Mario Metodio Cirigliano denunciano alla Commissione europea di Bruxelles il Ministro degli Interni Angelino Alfano «che con i suoi atti amministrativi viola la Costituzione europea degli Stati Membri».
Nel testo della denuncia pervenuto in redazione si legge: «Intendiamo portare alla Vostra attenzione come sia in atto un vero e proprio boicottaggio da parte di molti attori politici e parlamentari in Italia verso tutte le iniziative atte a superare discriminazione, pregiudizio ed esclusione».
Il testo prosegue documentando la triste situazione italiana e riporta gli atti più gravi del Ministro Alfano denunciando come il «Ministro perseveri in una campagna di negazione e di vero e proprio ostracismo verso qualunque provvedimento venga proposto a livello legislativo e amministrativo finalizzato al riconoscimento delle relazioni familiari delle coppie di persone dello stesso sesso e delle loro eventuali adozioni di minori, secondo quanto previsto da sentenze della nostra stessa Corte Costituzionale e da molti nostri Tribunali civili, come indirizzo giurisprudenziale fondamentale».
I vescovi, dunque, fanno notare come le posizioni del Ministro creino un conflitto fra i poteri dello Stato ponendo le azioni dell’esecutivo nella direzione opposta rispetto alle indicazioni della Consulta e della magistratura in generale. Il documento conclude mostrando evidenziando come le posizione del Ministro violino le Risoluzione del Parlamento Europeo in materia di pari opportunità e il trattato di Lisbona: «Questo atteggiamento, gravissimo poiché viene da un ministro della compagine governativa del nostro Paese, costituisce un affronto a tutte le Risoluzioni e Direttive del Parlamento Europeo da sempre emanate in materia di “parità dei diritti delle coppie omosessuali negli Stati membri dell’Unione Europea».
Queste sono le iniziative concrete che ci piacciono e che intendiamo portare avanti. Questi sono gli atti politici più efficaci che dovrebbero essere pianificati dalle associazioni che rivendicano i diritti delle persone LGBT. #cambiamostrada?

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