Alzando la testa a 14 anni ho sconfitto l’omofobia

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Raffaele, classe 1999, Marigliano (piccolo paese in provincia di Napoli). Credo che siano le cose più brevi da dire su di me perché se iniziamo già a parlare del mio aspetto fisico sprofondiamo in un piccolo romanzo e parlare di me un po mi annoia. Però mi piace parlare dei miei rapporti con l’omofobia, che ormai è parte della vita e che in fondo forse un po’ mi completa. L’omofobia nella mia vita è stata sempre presente e anche adesso di certo non mi fa sentire la sua mancanza, perché dico questo? Semplicemente perché io ho sempre saputo di essere gay, mi sono sempre esposto al mondo e come ogni persona che non ha paura di esporsi ho sempre ricevuto insulti da gente che mi odiava perché ero me stesso.

A 9 anni già ho capito cos’era il bullo e cos’era la violenza, a quell’età però non capivo il perché di quell’odio nei miei confronti, non capivo perché dovevano infastidirmi anche se non facevo niente, non sapevo che facevo di così brutto da non piacere alla gente. Io ero me stesso, loro erano se stessi, cosa c’era di così sbagliato in questo? Le mie maestre dicevano sempre che non sbagliavo mai, ma io non capivo nemmeno perché dovessi arrivare al punto di pensare “Cosa sto sbagliando?”.

A 12 anni ho iniziato a parlare col mondo, col mio mondo, e da lì ho cominciato a capire tutto. Invidia, rabbia, odio, repressione e così via. Cominciavo a pensare che alcuni mi attaccavano perché volevano vivere come vivevo io, altri perché volevano mostrarsi fighi alla società è altri perché erano letteralmente stupidi. Ma in ogni caso non capivo come mai essere violenti rendeva “figa” la gente, ero troppo scemo e ingenuo io? Oppure erano loro troppo stronzi ed ignoranti?

A 13 anni ho deciso di aprire una pagina su Facebook, una pagina che adesso ha oltre 21.000 fan e che è il mio diario personale, la mia forza, un mondo di colori e leggerezza.. un pezzo della mia vita. Da quel giorno la gente vedeva un Raffaele diverso, un Raffaele che reagiva e non stava fermo, un Raffaele che dopo tutti gli insulti che aveva ricevuto per anni, nella sua vita, aveva capito che a quelle stupide parole doveva reagire semplicemente alzando la testa. E da quel momento avevo cominciato a essere totalmente io, ero gay e io ero nato così come loro erano nati a modo loro, un po’ coglioni. Ero finalmente riuscito a diventare umano, ingenuo e scemo al punto giusto, ma anche forte e stronzo per abbattere gli ostacoli che incontravo sulla mia strada, una strada che adesso è finita e che ho costruito io pezzo per pezzo e gli ostacoli non esistono più perché ho deciso di eluderli prima di arrivarci, ignorando la gente che gode della propria cattiveria.

E adesso a 16 anni posso dire che l’omofobia l’ho battuta e ogni giorno continuo a batterla camminando a testa alta anche davanti a gente che mi odia.

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