L’appello di Monica Cirinnà: “Possiamo farcela, ma fate sentire le vostre voci!”

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di Andrea Miluzzo


L’appello di Monica Cirinnà: «La forza la prendo da voi, dai vostri amori, dalle vostre famiglie meravigliose, dai vostri bambini amatissimi. Fate sentire a tutti la vostra voce, la vostra richiesta di diritti, di libertà, di dignità»


“Se davvero vogliamo uscire dal pantano della commissione giustizia e dimostrare che il parlamento e la politica sana sono in grado di liberare l’Italia dalle ragnatele del passato dobbiamo approvare al più presto il testo sulle Unioni civili”.

Così Monica Cirinnà, relatrice del Ddl sulle Unioni civili, prende atto del rischio che il progetto rimanga impantanato in Commissione Giustizia al Senato.

Da parte nostra, non possiamo tornare in silenzio in attesa della prossima stagione dei Pride. Occorre tenere vivo il dibattito, occorre far pressione alle istituzioni perché non abbassino mai la fronte di fronte all’intolleranza e alla violenza omofobica. Se rimarremo in silenzio, fino alla prossima estate, rischiamo che i cori dell’odio urlino ancora più forte, spaventando quella politica che già teme civiltà e progresso e immagina che il Paese non sia pronto per un passo democratico così importante.

Invece noi sappiamo che il Paese, a parte un’esigua minoranza di fanatici e integralisti pseudoreligiosi che ordiscono infamie e calunnie, è pronto a sancire, a maggioranza, il principio dell’amore per tutti; le statistiche lo dicono, però è bene non addormentarsi mai sugli allori.

È la stessa Cirinnà che chiede di non essere lasciata sola nel suo impegno e di darle forza con storie, vite, amori, passioni, famiglie:

“Sapete quanto mi sto spendendo e vi dico sempre che la forza la prendo da voi, dai vostri amori, dalle vostre famiglie meravigliose dai vostri bambini amatissimi. Fate sentire a tutti la vostra voce, la vostra richiesta di diritti, di libertà, di dignità”.

È necessario non solo non abbassare la voce, ma alzarla un po’ per far sentire quanto la nostra carne e il nostro sangue reclamino diritti ancora negati e quanto invece siano barbare, cancerose e da repellere, le piazze dell’odio omofobico, che invece non rispondono a bisogni effettivi dei cittadini, né a istanze umanitarie, ma a logiche meschine che vanno contro le persone e a favore della discriminazione di una minoranza.

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commenti

3 COMMENTI

  1. CIRINNÁ, LA SENTI QUESTA VOCE?! 🙂
    Crediamo nella buona fede e nell’impegno della senatrice Cirinnà, nonostante sia chiaro che la legge sulle Unioni Civili in discussione in Commissione Giustizia non risponde alle richieste di PARITÁ del movimento lgbt.

    Capiamo anche che purtroppo la storia a volte passi attraverso mediazioni e vogliamo concedere rispetto a questo “compromesso al ribasso”, pur non rinunciando all’unica richiesta possibile: MATRIMONIO EGUALITARIO.

    MA È INACCETTABILE CHE SI CHIEDA DI FAR “SENTIRE LA NOSTRA VOCE”, DOPO DECENNI DI LOTTE, DI SOFFERENZE, DI PROTESTE E DI PROPOSTE; DOPO 15 ONDA PRIDE FRA GIUGNO E LUGLIO CHE HANNO PORTATO NELLE PIAZZE D’ITALIA CENTINAIA DI MIGLIAIA DI PERSONE (VERONA, BENEVENTO, NAPOLI, FOGGIA, MILANO, BOLOGNA, PALERMO, CATANIA, TORINO, CAGLIARI, GENOVA, PAVIA, ROMA, REGGIO CALABRIA, PERUGIA) CON GRANDE SUCCESSO MA ANCHE ENORMI SACRIFICI ORGANIZZATIVI E LOGISTICI.

    Dunque, cara Cirinnà: La senti questa voce / chi canta è il mio cuore / amore amore amore / è quello che so dire / ma tu mi capirai (?) 😉

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