Aveta, nostalgico del fascismo, sostiene il PD e spara contro i gay in foto: “Mi fanno schifo”

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Aveta e fascismo
Aveta e fascismo

di Andrea Miluzzo


Dalla foto ricordo con la tomba di Mussolini alla lista civica che sostiene il candidato PD De Luca in regione Campania, passando per le offese contro i gay in una foto


Il candidato PD alla presidenza della Regione Campania, già condannato a un anno con sentenza (sospesa) di primo grado per l’accusa di abuso d’ufficio, per la costruzione del termovalorizzatore, quando era sindaco di Salerno, e indagato per corruzione in quanto, secondo i magistrati, le spese di un comizio elettorale nel 2010 sarebbero state pagate da un imprenditore che aveva un affare immobiliare nel Comune (come documenta Il Fatto Quotidiano qui e qui), imbarca tutti pur di vincere le elezioni, anche indagati, esponenti della destra e apologeti del fascismo.

Aveta in visita alla tomba di Mussolini
Aveta in visita alla tomba di Mussolini

Dopo queste foto scattate a Predappio, davanti alla tomba di Mussolini e l’apologia delle “cose buone” del fascismo, Carlo Aveta, consigliere regionale uscente, eletto nel 2010 tra le fila de La Destra di Storace, oggi candidato nella lista “Campania civica” che appoggia De Luca, torna a far parlare di sé.

Tutto questo nell’Italia in cui regna sovrano il trasformismo politico e in cui si ha l’impressione che quasi tutti siano disposti a tutto pur di continuare a beneficiare dei privilegi del potere e a ruoli di comando, confusi irrimediabilmente col governo e col servizio alla comunità.

Aveta torna nell’occhio del ciclone per aver postato, nel giugno 2014, una foto che ritrae tre uomini ironicamente agghindati in occasione di una qualche parata di un Paese lontano (certamente più civile del nostro e culturalmente avanti, dato che si vede la gente assistere divertita alla sfilata che celebra la libertà personale) con questa didascalia:

Si può ancora dire in un paese “libero e democratico” che questi mi fanno schifo?

Ma del resto Aveta non è nuovo a questo tipo di propensione amorevole nei confronti del genere umano e nel gennaio 2014, con un altro post, esprimeva ancora una volta l’affettuoso omaggio dello “schifo del rispetto”.

 aveta

Adesso con un post su Facebook si giustifica e lancia addirittura una sfida:

Non ho mai offeso i gay, la mia religione mi impedisce di disprezzare altri esseri umani, sfido chiunque a trovare una mia dichiarazione, il 17 giugno del 2014

Accogliamo la sfida per fare due considerazioni.

Caro Aveta, nel suo vocabolario religioso, forse, dire a tre esseri umani che le fanno schifo è considerato un apprezzamento? Come può, senza far ridere il mondo, sostenere che dire a qualcuno “mi fai schifo” non sia la massima esternazione per esprimergli disprezzo?

In secondo luogo, ci chiediamo di quale religione parli e se dunque nella sua religione la formula d’amore e d’accoglienza che vi usate per esprimervi rispetto reciproco sia “Mi fai schifo”. Attenzione, perché arrampicarsi sugli specchi è una declinazione del trasformismo.

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