Bergoglio Bertone Bagnasco guardano il matrimonio di Walter a Le Iene

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Le vignette di LGBT News Bergoglio Bertone Bagnasco e le Iene
Le vignette di LGBT News Bergoglio Bertone Bagnasco e le Iene

È passata una settimana dalla messa in onda del servizio de Le Iene.

Walter e Manuel erano una coppia da 13 anni e, in un certo senso, ci piace pensare che lo siano ancora.

Ma Walter aveva un tumore mortale, così, pochi giorni prima di morire, aveva contattato la trasmissione per chiedere aiuto nell’assicurare al fidanzato le garanzie coniugali che Stato e politica rifiutano di garantire, nonostante le continue sanzioni dell’UE.

Walter e Manuel si erano scambiati le fedi, sul letto d’ospedale, superando la presenza della morte e il video di quel momento ha straziato chiunque lo abbia visto.

Il servizio mostra che l’amore, quando è vero, non può avere limiti, nè di fronte la morte, nè, tanto meno, di fronte al sesso biologico di chi si ama.

Walter non c’è più, è morto dopo 9 giorni. Ma il messaggio che ci ha consegnato non può morire con lui.

Perchè se Walter ha perso la sua partita con la vita, noi abbiamo il potere di vincere sulla sua morte, rendendo vivo Walter ed eterno il suo messaggio.

Ogni mercoledì, lo sapete, c’è l’appuntamento con la nostra vignetta. La satira di questa settimana, però, è più amara del solito. Ci è piaciuto immaginare la reazione delle gerarchie vaticane, Bergoglio, Bertone, Bagnasco, di fronte al servizio che racconta Walter, scrigno di un bene immenso, di dolcezza infinita, di un amore purissimo crocifisso e torturato due volte, dall’uomo e dalla sorte.

La vignetta lascia intendere che nulla può scalfire facilmente certi preconcetti che hanno resistito 2000 anni, soprattutto se coinvolgono interessi economici e la sussistenza stessa di una dottrina che se rinnovata improvvisamente lascerebbe sconvolti i fedeli di tutto il mondo, perché invaliderebbe di colpo 2000 anni di baggianate ascientifiche e disumane che la Chiesa cattolica ha propinato riguardo alla tematica dell’omosessualità. E allora forse ammettiamo che la Chiesa è costretta – da interessi che esulano dalla fede e dalla verità – a continuare a dire le sue bestialità, nonostante mortifichino il bene supremo dell’uomo e profanino, se esiste, lo stesso Dio, principio supremo d’amore incondizionato, non propugnatore d’odio. Nonostante ciò sia la manifestazione evidente dell’eresia di questa dottrina.

Ma la politica di uno Stato laico non può seppellirsi viva sotto i tentacoli della piovra vaticana.

La politica è una cosa diversa.

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