Bob Dylan è il nuovo Nobel per la letteratura

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bob dylan e barack Obama
Il 29 maggio 2012, il presidente Barack Obama ha insignito la leggenda del rock Bob Dylan con la Medaglia della Libertà nel corso di una cerimonia alla Casa Bianca a Washington.

Plettro, chitarra e Nobel. Questo è l’ultimo ritratto di Bob Dylan. L’Accademia di Svezia ha riconosciuto oggi il valore letterario dei suoi componimenti.


di Marta Mariani.

Va a Bob Dylan, quest’anno, l’ambito Nobel per la letteratura. Il motivo? “Ha creato nuove espressioni poetiche nella grande tradizione musicale americana”.

Robert Allen Zimmerman – nome di battesimo del compositore – è nato a Duluth nel maggio del ‘41, negli States, appunto. Cantautore inesauribile, soprattutto negli anni Sessanta, ha incarnato il simbolo della protesta americana e della controcultura.

Ad oggi, la sua fama riecheggia in tutto il mondo. E’ difficile, infatti, trovare nel panorama artistico di tutti i tempi qualcuno più eclettico di lui. Scrittore, poeta e attore, ma anche pittore, artista plastico e conduttore radiofonico. Dylan è un guru dell’ultimo cinquantennio di storia musicale globale.

Ha saputo contaminare generi diversi, dal country al blues, dal gospel al rock, dallo swing allo spiritual. Anche per questo, è uno dei più enigmatici ed insuperabili geni del pop.

Ma è per il valore letterario dei suoi testi che merita il riconoscimento accademico. Perché le sue canzoni sono liriche, poetiche. Sono gioielli letterari. E non è solo la commissione svedese a dirlo. Nel 2008, infatti, Bob aveva ricevuto il Pulitzer proprio per “il potere poetico delle sue canzoni”.

Da colosso della musica a gigante della poesia.

Come molti poeti, del resto, Dylan si è battuto per abbattere le discriminazioni. Per buttare giù i muri del pregiudizio. Per far suonare, finalmente le “campane della libertà”.

Chimes of freedom (“campane della libertà”, appunto) dell’album Another Side of Bob Dylan, è una canzone densa di simboli. E’ con questo pezzo del ‘64 che il cantautore degli Stati Uniti ha consegnato al suo pubblico “un altro lato” di se stesso.

Con questa canzone, ha difeso gli ultimi e i reietti, gli amanti ostacolati e i disadattati. Ha fatto suonare per loro le campane del riscatto, simbolo di una promessa di libertà. 

“Suonavano per il ribelle / suonavano per il dissoluto / suonavano per lo sfortunato / l’abbandonato, il rifiutato / suonavano per l’escluso / costantemente bruciato al rogo / e noi allora vedemmo / lampeggiare le campane della libertà”.

“Tolling for the rebel, / tolling for the rake / tolling for the luckless, / the abandoned and forsaked / tolling for the outcast, / burnin’ constantly at stake / and we gazed upon the chimes of freedom flashing”.

E’ con Chimes of freedom, quindi, che celebriamo il Vate americano, cantore della dignità umana.

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