Bollate e l’ultima eredità del berlusconismo

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[Attenzione! Questo post – come tutti quelli che precedono il primo articolo pubblicato direttamente sul sito, il 30 ottobre 2014 – è tratto dalla vecchia pagina Facebook che ha preceduto la creazione del sito]


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Cosa hanno in comune il caso di Bollate e il berlusconismo?

Per tantissimi anni le televisioni di Berlusconi si sono impegnate a insinuare nell’immaginario popolare il verme della necessità di apparire, per diventare famosi a tutti i costi, sia anche per demeriti, per vergone, per reati; della serie “Nel bene o nel male, purché se ne parli”.

Le televisioni di Stato, poi, si sono allineate a tale sistema distrutto e distruttivo, sia per tornaconto economico – ovvero, contrastare una concorrenza commercialmente più appetibile – sia per pressioni politiche.


Ecco i frutti di questa politica nefasta: ragazzini ignari e orgogliosi dei reati che compiono, inconsapevoli del rischio del carcere, irrimediabilmente accecati dal fascino del successo, incapaci di rinsavire dopo i raptus violenti, perché incapaci di distinguere il male dal bene.
Duplice colpa della politica; se si pensa che oltre al berlusconismo (favorito dalla sinistra moderata), la seconda metà della colpa della decomposizione cadaverica di questa società cattolica, omofoba, violenta, ignorante, inconsapevole, putineggiante, ipocrita, falsa, intollerante, è da attribuire all’assenza di percorsi scolastici di educazione alla nonviolenza, alla legalità e al rispetto delle diversità.


La politica sta assassinando l’Italia.

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