Candidato sindaco: “I ricchioni? Sono ‘peccati’, ma pur sempre umani”

1
1530

Siamo in Capitanata, precisamente a Cerignola, città di poco più di 60 mila abitanti in pieno clima elettorale. Gerardo Bevilacqua è uno dei candidati a diventarne sindaco. Intervistato durante la trasmissione La Zanzara, in onda su Radio 24, ha dichiarato quanto segue:

Ah, i gay? I froci, i ricchioni? No, lasciamo perdere, sono ‘peccati’ anche loro. Hanno questo difetto perché sono nati così, ma sono esseri umani anche loro, come noi. Non so come nascono, mia madre m’ha fatt nasc bun, me, frat’m e l’ sor me (mia madre ha fatto nascere bene me, mio fratello e le mie sorelle, ndr). Sono peccati, ma sono persone e figli di Dio anche loro” 

Una dichiarazione sconvolgente. Bevilacqua guida la lista “Voci Nuove” e noi speriamo che voci come le sue siano anche rare.

gerardo-bevilacqua-manifesto-420x587
il manifesto elettorale del candidato

E’ stato soprannominato il “nuovo Cetto La Qualunque” ed i suoi comizi show gli hanno fatto meritare l’attenzione della stampa non solo locale, ma anche nazionale.

Dall’italiano sgangherato al dialetto più stretto, i suoi comizi italo-cerignolani, densi di demagogia, hanno avuto il risultato sorprendente di coinvolgere molto la cittadinanza e di spopolare su web.

Giovani. Sono loro i suoi principali sostenitori. E se lui ama definirsi un ribellione con il sangue rosso dei pomodori, sui social network la sua presenza sembra davvero rivoluzionaria.

Ogni considerazione a riguardo non può che essere accompagnata da un profondo sentimento di tristezza ed amarezza. Bevilacqua ed il suo seguito rappresentano una parte ben precisa dell’Italia: quell’Italia di provincia, arretrata culturalmente, che ama sguazzare nell’ignoranza e nella mediocrità, molto lontano dai progressi che Paesi come l’Irlanda sono riusciti a realizzare.

Spaventa, poi, che siano proprio i giovani ad essere i principali sostenitori di un manifesto che, lungi dall’essere politico, è solo trionfo del pregiudizio e della demagogia. Spaventa, ma non dissuade. Le loro parole e le loro azioni potranno anche essere amplificate dal megafono di un comizio, ma le parole e le azioni di chi continua a lottare per il progresso culturale del nostro Paese, per l’uguaglianza di diritti e per la lotta contro discriminazioni e pregiudizi saranno sempre più forti perché non parlano il dialetto o la lingua del facile entusiasmo, ma parlano la lingua della dignità e della giustizia.

Facebook Commenti

commenti

1 COMMENTO

  1. “sono peccati” significa nel gergo meridionale: “mi dispiace per loro”, certo nella sua ignoranza non voleva essere cattivo, infatti dice anche che sono esseri umani anche loro e sono nati così. Se uno non è pugliese certe sfumature non le può conoscere. Qui a bari si dice per esempio: “dai non infierire che è peccato”

LASCIA UN COMMENTO

15 + sedici =