CEI, Bagnasco contro gay e opuscoli UNAR

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[Attenzione! Questo post – come tutti quelli che precedono il primo articolo pubblicato direttamente sul sito, il 30 ottobre 2014 – è tratto dalla vecchia pagina Facebook che ha preceduto la creazione del sito]


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Il 24 marzo, il cardinal Bagnasco, nella prolusione al Consiglio permanente della CEI, ha attaccato l’iniziativa, promossa dal governo Monti, di fornire agli insegnanti opuscoli informativi contro il bullismo omofobico nelle scuole, promossi dall’UNAR.

In realtà che Bagnasco sia favorevole, di fatto, alla discriminazione giuridica delle persone LGBT non è una novità. Ma nuove sono le parole che ha impiegato:

«In teoria le tre guide hanno lo scopo di sconfiggere bullismo e discriminazione, in realtà mirano a ‘istillare’ nei bambini preconcetti contro la famiglia. […] È la lettura ideologica del ‘genere’ – una vera dittatura – che vuole appiattire le diversità, omologare tutto».

Ciò che di tale discorso scandalizza è il totale ribaltamento, in mala fede, della realtà. Le accuse di Bagnasco nei confronti della comunità LGBT sono diverse: diffondere pregiudizi contro le famiglie eterogenitoriali, voler omologare le diversità, indottrinare secondo un pensiero dittatoriale.

In realtà, sono proprio le tesi dell’integralismo cattolico, condivise da Bagnasco, a indottrinare società intera e bambini di preconcetti contro le famiglie non “tradizionali”. La comunità LGBT è proprio contro questi pregiudizi che è costretta a lottare. Il fondamentalismo religioso, tra l’altro, oppone preconcetti personali alla verità oggettiva delle dimostrazioni scientifiche; tuttavia nessuno vuole impedire alla Chiesa di continuare a farlo. Ma non è compito della scuola indottrinare i bambini di credenze religiose; la scuola, al contrario, è obbligata a schierarsi dalla parte della diffusione della scienza, unica verità dimostrabile, non di dottrine indimostrabili e ascientifiche.

Ciò che gli studi LGBT mettono in evidenza è, semmai, una visione stereotipica della famiglia “tradizionale”, che tratteggia l’eterosessualità dei genitori come unico sigillo di garanzia della serenità familiare e come motivo di superiorità di quel modello familiare, a discapito di altri, ritenuti “meritevoli” di discriminazione. Sono gli integralisti cattolici a scagliare quel modello, definito ‘superiore’, contro altri tipi di famiglie; le persone LGBT non si definiscono superiori, ma, semplicemente, “altre”. Come se non bastasse, gli integralisti si espongono addirittura fino all’ingerenza politica e alla lotta perché le istituzioni (di uno Stato laico, quale l’Italia) giudichino le “altre” famiglie, che già esistono, immeritevoli d’esistenza, di tutele e di diritti.

Da parte delle persone LGBT, invece, sarebbe completamente fuori da ogni logica una lotta contro le famiglie “tradizionali”. Non bisogna perdere di vista il fatto che le persone LGBT sono figlie di famiglie “tradizionali”. Insieme alle loro madri, ai loro padri, alle loro sorelle e ai loro fratelli, sono famiglie “tradizionali”. Che insensatezza sarebbe creare pregiudizi contro le proprie famiglie di provenienza?

Tuttavia accusa ancora più calunniosa è quella di dipingere le persone LGBT come bramose di cancellare le diversità, piuttosto che di “Educare alla diversità” (come dichiara il titolo stesso degli opuscoli).

La comunità omosessuale non si è mai scagliata contro alcuna diversità e lotta per il diritto all’autodeterminazione della persona, senza distinzioni. Facendo proprie le battaglie per i diritti di tutte le minoranze oppresse dall’ideologia nazista, è, da sempre, scesa nelle piazze delle rivendicazioni insieme a neri, ebrei, donne, di tutto il mondo.

Documenti storici, invece, come quelli raccolti da Stella (2009), dimostrano che la Chiesa, fin dal principio, ha cavalcato, o, forse, generato, tutte le forme d’odio e di discriminazione possibili: maschilismo, antisemitismo, razzismo, odio contro i malformati, o i disabili, omotransfobia, persecuzione delle diversità religiose, fino ad arrivare alla tortura e alla pena di morte per i non omologati al modello unico di pensiero e di fisicità.

Le persone LGBT vorrebbero annullare le diversità? E’ l’esatto contrario: sono la diversità che la Chiesa ha annullato. Gli omosessuali promuovono e difendono tutte le diversità; non vogliono nessuno uguale a loro. Gli integralisti religiosi, semmai, vorrebbero tutti uguali a loro, o imprigionati nell’ipocrisia di una doppia vita.

Il fondamentalismo religioso è contro i diritti umani di una minoranza; gli omosessuali sono a favore anche delle minoranze religiose, ma contro l’ignoranza, la perfidia, la mala fede.

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