DDL Cirinnà: una legge al ribasso. Questa classe politica non traccerà la strada verso il Matrimonio Egualitario

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Milano Pride

di Giordano Greco.


Se è vero il detto “l’attesa aumenta il piacere”, la lunga attesa di una legge sul matrimonio tra persone dello stesso sesso si fa attendere e crea scompigli continui a Palazzo Madama. Nonostante ci avessero provato in passato le Ministre Bindi e Pollastrini ( centro sinistra) ad inserire una regolamentazione per le coppie di fatto, il tutto è svanito assieme alla breve durata delle passate Legislature.

In questa Legislatura, stiamo assistendo però ad un gioco in cui diventa ogni giorno più difficile capire chi cerca di giocare da protagonista e al ribasso, nel duro dibattito per l’approvazione del DDL Cirinnà.

Se da una parte gli antagonisti all’introduzione di una qualsivoglia regolamentazione sono sempre gli stessi Catto-Conservatori, dalla parte dei favorevoli assistiamo ad uno smarcamento politico tutto interno alla maggioranza del Governo Renzi e particolarmente non aiuta la divisione interna del Partito Democratico nel dibattito sul ddl della Senatrice Monica Cirinnà.

Questi continui rimpalli, ritrattazioni, annunci di approvazione disattesi, mettono a dura prova anche coloro che pur partendo dall’idea del matrimonio egualitario, si erano pian piano accomodati sulle posizioni a ribasso di Cirinnà, Boschi e Renzi, i quali puntano a mettere solo un piccolo primo tassello a quello che un giorno, forse, diventerà il vero obiettivo da perseguire: il matrimonio egualitario.

È facile bollare questo abbozzo di diritti al ribasso come una NON LEGGE, ammesso che il ddl Cirinnà possa vederne la luce, impantanato com’è in Commissione giustizia al Senato.

Una legge che non rappresenterà mai la volontà della comunità Lgbt ma un misero e striminzito contentino atto solo a dare risposte all’Europa che ha opportunamente, in più occasioni, ricordato all’Italia l’esigenza di introdurre un diritto riconosciuto nella gran parte dei paesi dell’Unione Europea.

Sembra davvero paradossale assistere ogni giorno ad annunci e smentite tutte provenienti da chi quel ddl lo ha fatto proprio, ossia il Pd, per conto della Sen. Cirinnà, anch’ella travolta dall’attacco di NCD con Giovanardi, che coerentemente gioca a far ritardare i lavori in commissione e punzecchiata dall’area Dem contraria al ddl.

Il lavoro in Commissione procede a passo di lumaca e con molta probabilità anche i Dem più convinti sono pronti a ricredersi sulla data del 15 ottobre. Eppure antecedentemente avevamo ascoltato già le parole del Capo del Governo annunciare l’approvazione delle Unioni civili entro l’anno, concetto ribadito recentemente dalla Ministra Boschi a Padova.

Il dibattito sul ddl Cirinnà sta diventando un gioco al massacro. La strada intrapresa non è quella che porterà ad un matrimonio egualitario, considerando il gioco al ribasso che si sta consumando in queste ore in commissione, dove non ultimo assistiamo a proposte emendative di basso livello, come ad esempio la proposta Malan-Giovanardi sui genitori come garanti dell’unione civile.

I numeri per portare il testo in aula ci sarebbero, se di numeri a Palazzo Madama vogliamo parlare.

Se davvero Cirinnà e il Pd vogliono l’approvazione del ddl, si vada in aula sapendo di poter contare sull’appoggio del M5S – ringraziato pubblicamente dalla stessa relatrice – di SEL e dei Dem da sempre favorevoli.

Quella che era stata annunciata come una grande riforma non è altro che uno specchietto per le allodole e merce di scambio nei soliti giochetti politici. Ci si dimentica ancora una volta che si parla di milioni di cittadini italiani barattati per un pugno di lenticchie: la tenuta del Governo a ridosso dell’arrivo in aula della Legge di  Stabilità e della Riforma del Senato.

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