Lo spirito di Adinolfi si impossessa di Aurelio Mancuso che dichiara: “Libretti UNAR dannosi”

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Aurelio Mancuso e libretti unar
Aurelio Mancuso e libretti unar

di Andrea Miluzzo.


Dopo aver accuratamente verificato che a pronunciare queste parole non sia stato Mario Adinolfi, scartata l’ipotesi che possa trattarsi di un principio di possessione, di consustanziazione d’anime, o di contaminazione di spiriti, o di un playback stonato, o di uno scambio di indirizzi mail da parte di una giornalista distratta, o di un goliardico sabotaggio, fra cattolici, della casella di posta del pio Mancuso da parte di Angelo Bagnasco, dobbiamo tristemente dare atto di come ormai la dialettica degli ambienti più retrivi del fanatismo pseudoreligioso, si sia impossessata perfino di alcuni dei sommi sacerdoti delle associazioni antigay, ehm pardon gay, senza lasciare nemmeno al caso il motto da stadio “Lasciate stare i ragazzi!”

Lo dico chiaramente: i tre libretti dell’Unar da cui due anni fa è partita tutta la polemica sul gender, è stata gestita malissimo. Dal punto di vista qualitativo li trovo molto deboli ma il punto è che nessuna delle associazioni ha mai avuto modo di leggerli prima per dare un parere. Questo arrembaggio sui ragazzi e sui bambini non lo voglio vedere: lasciate stare i ragazzi e cercato di formarli come cittadini europei e del mondo.

A lanciare questo attacco, in un’intervista a Intelligonews, è stato Aurelio Mancuso, presidente dell’associazione LGBT, beh magari lasciamo stare LGBT, presidente insomma dell’associazione Equality.
Insomma, i Libretti Unar, elaborati dall’Istituto Beck – nato dalla riunione di un gruppo di psicoterapeuti, di orientamento cognitivo-comportamentale, che fanno tutti riferimento alla sfera culturale e professionale dell’Associazione Italiana di Analisi e Modificazione del Comportamento e Terapia Comportamentale e Cognitiva (AIAMC), a sua volta affiliata alla European Association for Behaviour and Cognitive Therapy (EABCT) e al Collegium Internationale Activitatis Nervosae Superioris(CIANS), che a partire dal 1997 si radunano attorno alla dott.ssa Antonella Montano (oggi membro della prestigiosa Academy of Cognitive Therapy) – finiscono sotto attacco per il solo fatto di non aver versato l’obolo alle associazioni LGBT.

Per Mancuso, tra l’altro, si tratterebbe di “interventi esterni ed estemporanei che non fanno parte del progetto ministeriale”, i giornali, invece, hanno sempre parlato di intervento promosso dal governo Monti.

Quando la diffusione dei libretti Unar fu stroncata dal governo Renzi, in una nota congiunta, Arcigay, Arcilesbica, Certi Diritti, Equality Italia, Famiglie Arcobaleno e il Mit avevano tuonato contro la decisione ordinata, a loro dire, dal cardinale Angelo Bagnasco al governo Renzi:

Un atto di censura che pare raccogliere il perentorio ordine del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, e realizzare pedissequamente gli auspici della metodica campagna mistificatrice portata avanti per settimane dal giornale dei vescovi.

Le larghe intese – proseguono – non possono diventare l’altare su cui vengono sacrificati gli indirizzi indicati dall’elettorato attraverso il voto e oggi spudoratamente traditi dalla sconsiderata retromarcia del governo Renzi. Un testacoda folle, che travolge un ambito che richiederebbe attenzioni e tutele particolari, e che rende le buone pratiche messe in campo nei territori prede di veri e propri attacchi squadristi.

Vien da chiedersi, dunque, chi firmò allora quella nota a nome di Equality, quali sono le competenze e gli studi che permettono a Mancuso di bollare come qualitativamente debole il lavoro che l’Uffico Nazionale Antidiscriminazioni Razziali ha commissionato a un istituto di pscicoterapeuti proprio in qualità di specialisti, quali sono invece i lavori qualitativamente forti che l’associazione di Mancuso ha portato nelle scuole, quali sono le azioni qualitativamente forti che Mancuso propone oggi perché l’affermazione dei nostri diritti non continui a esser rinviata e usata come merce di scambio, o, quantomeno, quali possono essere le ragioni di questa incomprensibile retromarcia che scoppia come un fulmine a ciel burrascoso.

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