Cuccarini amica di omofobia e oscurantismo clericale. Boicottiamo le sue canzoni: via dalle serate gay

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Ecco l’ennesimo colpo di scena d’estremismo pseudoreligioso cui ormai si è votata la showgirl Lorella Cuccarini, famosa icona gay e privata del titolo per demerito e omofobia. A braccetto col noto portavoce dell’estremismo religioso che si spaccia per fondatore del PD, diffonde su Twitter un video sull’eutanasia, alquanto discutibile, che le passano, e ringrazia il capomofobo per la segnalazione.

Vogliamo rendere omaggio alla madre, non biologica, ma adottiva, della notte che vola ripercorrendo brevemente la sua carriera d’omofoba.


Nel 2009 nel corso di un’intervista per Vanity Fair, alla domanda “Favorevole o contraria alle nozze fra persone dello stesso sesso?” dichiara:

«Contraria. Bisogna regolamentare le unioni, ma il matrimonio deve essere tra un uomo e una donna. Vale lo stesso anche per le adozioni: un bimbo ha bisogno di una madre e un padre».

Però, invitata al Muccassassina, noto locale lgbt di Roma, non disdegna il solito teatrino di visibilità da sfruttare per la promozione del suo show musicale “Il Pianeta proibito”. Così, a termine dell’esibizione, l’affondo finale:

«Io ho espresso un legittimo punto di vista, sono cattolica, non è un mistero! Ho ribadito quello che penso: ci possono essere delle leggi ma mai il matrimonio, mai l’adozione»

Allora, travolta dai fischi del pubblico, chiede se avessero voluto un bis dello show. Ma fra urla di disapprovazione, il suo amato pubblico le grida di no, continuando a fischiare la ballerina che rincara la dose:

«Siete veramente intolleranti! Non sapete ascoltare una persona che la pensa in modo diverso! Parlate di accettazione, ma siete i primi a non tollerare niente».


Così, la Cuccarini abbandona nervosa la scena tra fischi e urla di disapprovazione generale.


Tempo dopo, al telefono con Il Giornale Off, il conduttore cerca di ricucire lo strappo, aggravando ancora la situazione, chiedendole:

«A proposito de “La notte vola”, che è un pezzo che è ancora passatissimo nelle discoteche, non so se lo sai, ma moltissimi locali gay adesso non ti passano più a livello musicale. Facciamo pace col mondo gay? Perché in realtà sei stata fraintesa: io sono stato tra i primi a difenderti dicendo che non sei assolutamente contro i gay ma hai espresso un tuo punto di vista sul matrimonio come valore cattolico».

Questa la risposta della Lorellona nazionale:

«Secondo me non si può parlare di mondo gay, perché credo che sia una parte di persone probabilmente anche un po’ ottuse, perché io continuo a parlare ancora oggi con tante persone omosessuali, molte delle quali frequento quotidianamente, per cui molti la pensano come me. Quindi sai, parlare del mondo che è contro è sempre molto sbagliato. Ci sono persone più aperte mentalmente, più illuminate, che comprendono, e persone che invece vogliono ascoltare solo quello che gli interessa di più».

Come se tutto questo non bastasse, Lorella, il 4 marzo del 2012, si trova a gestire una puntata di Domenica In – Così è la Vita, in cui una suora di nome Myriam si lascia andare a singolari interpretazioni della scienza:

«L’omosessualità non è un fatto naturale, è una scelta che può essere indotta da atteggiamenti della famiglia, è una trasgressione assoluta».

Si opporrà la nostra Lorella a un messaggio così grave, veicolato dalla tv di Stato, nel fulcro di una domenica pomeriggio, ascoltabile dai bambini e che potrebbe segnare nel dolore la crescita, qualora cominciassero a percepire di essere omosessuali? “Un’opinione da rispettare”, incalza la Cuccarini.

Ebbene, non basta avere un bel viso, un bel corpo e muoverlo bene, per fregiarsi del titolo di icona gay. Icona gay è chi mette la proprio popolarità al servizio di un ideale di difesa della dignità umana, chi si batte ogni giorno, spendendo energie, con le parole e coi fatti, per l’affermazione del principio d’uguaglianza e per l’estensione alle persone lgbt dei privilegi di cui godono gli eterosessuali.

Vera uguaglianza significa stessi diritti.

Cara Lorella, fin quando non capirai questo semplice principio di civiltà e d’amore e farai prevalere l’egoismo di voler sentirti superiore a qualcuno e meritevole di maggiori diritti, le tue canzoni vai a cantarle alle veglie degli omofobi.

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