Ddl Cirinnà- Relazione MEF fantasma. Seduta Commissione sconvocata. Lavori bloccati. Impossibile approdo in aula ad agosto

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Tanti di voi, in queste ore, stanno tornando a gridare vittoria e a entusiasmarsi, illudendosi che sta volta sia lavoltabuona, illudendosi che davvero il ddl Cirinnà sulle unioni civili possa approdare in aula per i primi di agosto, così come è stato promesso. E io non poso che gioire della vostra felicità, della vostra speranza e l’accolgo con un pizzico d’invidia perchè anche io vorrei averla, vorrei gioire, finalmente, esultare. Ma io ormai non ci credo più. Troppo scottato dai continui rinvii e annunci pubblicitari che si susseguono a staffetta niente po po di meno che dal 2012, da quando Matteo Renzi prometteva che avrebbe approvato e non proposto, ma proprio approvato, le Unioni Civili, secondo il modello tedesco, entro i primi 100 giorni di governo. Poi Renzi arriva al Governo e comincia il gioco: legge entro settembre 2014, legge entro dicembre, legge dopo riforma elettorale, legge a gennaio, legge entro marzo, legge entro aprile, legge entro maggio, legge in primavera, legge prima della pausa estiva, legge dopo la pausa estiva, legge entro l’anno (almeno si è degnato di non dare più un mese e di non dare più nemmeno l’anno, così almeno a fine 2015 potrà sempre dire “Sì, ma io mica vi ho detto quale anno”).

La verità è che questa famosa relazione attesa dal Ministero dell’Economia e che ha bloccato tutto, fin’ora, ha fatto capolino soltanto su Twitter, ma in Parlamento, per cercarla, stanno organizzando sopralluoghi guidati dallo staff di “Chi l’ha visto?” e dalle unità cinofile.

tweet relazione

Ebbene, la relazione non è un tweet, la relazione non è nemmeno una voce di corridoio, la relazione non è una speranza, la relazione è una relazione, la relazione è un documento ufficiale che non è ancora arrivato in Commissione.

Mettetevi il cuore in pace. Magari è arrivata proprio adesso, nel momento in cui scrivo, ma fino ad ora non c’è.

La verità quindi, è che ancora non c’è nessuna relazione, ma solo un’anticipazione via Twitter – utile per smentire Alfano, il Ministro dell’Interno più incompetente della storia della Repubblica italiana, che terrorizzava gli Italiani sparando la cifra esorbitante e infondata di 40 miliardi, come previsione dei costi della reversibilità delle pensioni per le coppie omosessuali, che il Ministero invece quantifica in 3,5 milioni nel 2016, 6 nel 1017. Utile dunque per far fare ad Alfano l’ennesima figuraccia istituzionale, ma inutile ai fini del proseguimento del lavoro della Commissione.

La riunione di oggi della Commissione, stando alle informazioni trasmesse tre ore fa da Repubblica che riprendono il comunicato dell’Ansa, è stata sconvocata in assenza proprio del documento:

Resta bloccato l’esame del ddl Cirinnà in Commissione Giustizia al Senato fermo in attesa della relazione del Tesoro. La seduta della commissione che si sarebbe dovuta occupare delle Unioni civili è stata sconvocata perché “non è ancora arrivata dal Mef la relazione tecnica”. Al momento, infatti, secondo quanto risulta ai commissari di Palazzo Madama, “l’unica notizia dal Mef ci è arrivata via Twitter, ma non è sufficiente per andare avanti con l’esame del provvedimento” e per ricevere i conseguenti pareri dalla commissione Bilancio. Il provvedimento dovrebbe arrivare in aula a Palazzo Madama nella prima settimana di agosto ma il rischio slittamento è concreto

senatoCome stanno davvero le cose?

Ci sono ancora 1600 emendamenti su cui esprimere il parere in commissione. Consideriamo che per esprimere il parere su altrettanti emendamenti ci sono voluti circa 2 mesi. Qualcuno che è più informato di noi ci spieghi come farà la Commissione, che non ha ancora la relazione del MEF sul tavolo, ad esprimere il parere su 1600 emendamenti in una settimana.

La verità è che il PD da solo, soprattutto al Senato non ha i numeri per approvare le unioni civili. O meglio li avrebbe se decidesse di approvare il ddl così come è uscito dalla Commissione coi voti del Movimento 5 Stelle. Voti che il PD non vuole siano determinanti per tre motivi: per evitare malumori nella maggioranza di governo, vedi NCD, creando una maggioranza diversa (che in Commissione va bene, ma in aula no); per evitare franchi tiratori nel PD, facenti capo a quella componente cattolica che, come NCD, storce il naso su adozione del figlio del partner e reversibilità; per non dare il merito di questo scatto di civiltà del Paese al M5S.

Il PD, dunque, sta temporeggiando in attesa di un accordo con NCD. Ma l’accordo con NCD ancora non c’è. NCD aspetta una contropartita in termini di ruoli o di poltrone, o la forca per la step child adoption e per la reversibilità delle pensioni da dare in pasto ai loro elettori, ormai quasi del tutto svaniti, o svampiti, fate voi.

#calendarizziAmo ddl cirinna

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