Il mio debutto come rappresentante di classe. Ovviamente diffondo le “Teorie Gender”

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elezioni, rappresentanti

di Veronica Barsotti

Quest’anno mi sono trovata a fare la rappresentante dei genitori per la classe di mia figlia Ariele. Insieme a me, in questa avventura: un altro papà ed un’altra mamma.

L’altra mamma è simile a me. Non nel senso che è lesbica. Siamo simili nell’approccio alla vita, amiamo il pensiero critico, siamo contrarie all’insegnamento della religione cattolica nelle scuole statali e condividiamo lo stesso modello educativo. Non è un caso, infatti, che sua figlia ed Ariele siano diventate subito amiche e passino quasi tutti i pomeriggi insieme. (No, non si piacciono. Ma su questo scriverò un’altra volta). oradireligione1 (1)

La riunione è fissata per le 15,30. Io non sono pronta. Sono ancora in pigiama da stamani (a volte lavorare da casa è deleterio) e così, quando M. suona alla porta, le metto su un caffè per distrarla ed io corro in bagno a cercare di lavarmi almeno gli occhi, ammansire la medusa che ho sulla testa e mettere dei vestiti.

Arriviamo alla riunione alle 15,35. Accanto a noi un uomo distinto, in completo blu, cravatta ed agenda di pelle: il terzo rappresentante dei genitori. Invece M. ed io sembriamo scappate da una scuola di circo: borse multicolor, scarpe da trekking, pashmina e cappottino di velluto io, felpa col cappuccio e coda di cavallo lei.

La riunione inizia con un giro – tavolo di presentazione dei professori.  Ci riferiscono che la classe è ordinata, socievole, volenterosa. I ragazzini sono inseriti bene, collaborativi. I docenti sono molto rapidi e concisi. Perfetto. Stiamo iniziando i saluti di commiato, quando entra un’altra insegnante. Si siede e si presenta:

– Buonasera, scusate. Sono l’insegnate di religione

Io ed M. ci scambiamo un’occhiata di sottecchi. Il padre distinto si presenta e così tocca anche a noi.

– Buonasera siamo Veronica ed M., madri rispettivamente di Ariele e di X.

Tra noi due e l’insegnante è sceso il gelo. Sia Ariele che la figlia di M. non frequentano l’ora di religione.

[Prassi che in uno stato laico dovrebbe essere non solo auspicata, ma addirittura incentivata. La scuola non è una parrocchia, non capisco perché si debba pagare con soldi pubblici “gente” che diffonde il catechismo e per di più scelta dalle sfere ecclesiastiche. Ma vado fuori tema].

Per un attimo siamo state indecise se fare polemica o metterci a ridere.  A me veniva decisamente molto più da ridere.

Per capire la mia reazione ridanciana ed isterica, dovete sapere che all’inizio dell’anno scolastico, questa simpatica insegnante di religione ha fermato Ariele e la figlia di M. mentre uscivano dalla classe per partecipare all’ora alternativa e li ha redarguiti davanti a tutti:

– Avreste dovuto fare religione. È una materia f o n d a m e n t a l e.

patti lateransi, Mussolini, Gasparri
I Patti Lateranensi regolano il rapporto fra Stato italiano e Chiesa. Furono negoziati tra il cardinale Segretario di Stato Pietro Gasparri per conto della Santa Sede e Benito Mussolini e firmati l’11 febbraio 1929, nel Palazzo Lateranense, da cui prendono il nome. La firma di questi patti creò di fatto un certo connubio fra ecclesiastici e fascismo ed evitò interventi e atti ufficiali della Chiesa contro i crimini del fascismo.

Inutile specificare che trovo ignobile questo tipo di bullismo ed ingerenza nella vita delle persone ad opera di questi personaggi. Soprattutto trovo aberrante che un insegnante si permetta di riprendere dei bambini, davanti ai compagni, per scelte che non dipendono neppure loro, ma dai genitori.

Del resto, è di questi giorni l’articolo con il quale Famiglia Cristiana invita i genitori a fare attenzione alle lobby gay che promuovono nelle scuole la “teoria del gender”. [È una nuova stronzata partorita dalla chiesa cattolica. Secondo questa teoria gli omosessuali stanno cercando di “colonizzare” e convertire l’umanità per rovinare la famiglia “tradizionale”. E poi venitemi a dire che non siamo di nuovo sprofondati nel medioevo più buio].

In questo esilarante decalogo (se non avete letto la parodia, vi consiglio questa di Claudio Rossi Marcelli) si consiglia vivamente ai genitori di prestare particolare attenzione:

 durante le elezioni dei rappresentati di classe esplicitate la problematica del gender e candidatevi ad essere rappresentanti oppure votate persone che condividano le vostre posizioni in materia. 

Ciao, Rivista Da Strapazzo Ottima per Incartare Le Uova

Sono separata dal padre dei miei figli. Sono lesbica. Convivo con una donna. Sono amica di M. che convive col padre dei suoi figli senza essere sposata. I nostri bambini non seguono gli insegnamenti della chiesa cattolica. Hanno sviluppato un alto senso morale, sono educati, aperti di mente e con un grande rispetto per gli altri. Caratteristiche che spesso scarseggiano nei bambini catechizzati. Dimenticavo.

M. ed io siamo state elette come rappresentati di classe.

Shhhh…

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