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È Bassetti il nuovo capo della CEI. Favorevole alle unioni civili, ma contro le adozioni

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Il nuovo presidente della Cei Mns. Gualtiero Bassetti con papa Francesco

«Le unioni civili vanno riconosciute in quanto tali. Omosessuali compresi. Ma non devono essere equiparate al matrimonio» aveva detto nel gennaio 2015 l’allora cardinale di Perugia Gualtiero Bassetti. «Il family day del 2007 contro i dico fu un errore».


di Marco Cacciato Insilla.

ADDIO Bagnasco. I vescovi italiani hanno votato una terna di nomi da proporre al papa. Per aiutarlo nella scelta del nuovo numero uno della Cei. Così prevedono le nuove regole volute da Bergoglio. E Francesco ha confermato il primo dei 3. Da stamattina, il cardinale di Perugia Gualtiero Bassetti è il nuovo presidente della Conferenza episcopale italiana. Subentra ad Angelo Bagnasco, che ha guidato la Cei per 10 anni, scelto da Benedetto XVI, dopo il mandato di Camillo Ruini.

Bagnasco e Bassetti: profili diversi. Dal cardinale politico, al vescovo “socialista”.

ATTENTO alle questioni sociali. Così lo dipinge chi lo conosce. Vicino a giovani, migranti, lavoratori in difficoltà. La sua linea, sui diritti civili è più moderata di quella di Bagnasco. “Le unioni civili vanno riconosciute in quanto tali, omosessuali compresi, ma non devono essere equiparate al matrimonio. E per le adozioni ci vogliono un uomo e una donna” dice a gennaio 2015 a Gian Guido Vecchi che lo intervista per il Corriere della Sera. Timide aperture. Ma anche chiusure quindi.

Il Family Day del 2007? “Un errore. Benedetti i dico”.

«BISOGNA dialogare il più possibile» ha detto in merito al raduno delle famiglie cattoliche contro le unioni civili. «Forse è vero che il family day del 2007, supportato dalla Cei, fu un errore. Ci ho pensato. Facendo un confronto con ciò che viene proposto oggi (le unioni civili), verrebbe quasi da dire: benedetti i dico! Però bisognerebbe vedere dove si sarebbe arrivati, oggi, se fossero stati approvati allora».

Ma sui gay la linea è quella di Benedetto XVI: “l’omosessualità è un peccato”.

«PER LA CHIESA esistono le persone nella loro interezza e non ci sono individui di serie A o di serie B» ha detto a Maurizio Troccoli di Umbria24, a ottobre 2015, col Sinodo dei vescovi alle porte e all’indomani del coming out di monsignor Krzysztof Charamsa. «Dal Sinodo non verrà certo alcun messaggio di chiusura. Ma si discuterà della necessità di una maggiore attenzione pastorale verso le persone con tendenza omosessuale. Uomini e donne che, in quanto figlie di Dio, dovranno essere accolte nella Verità con rispetto e delicatezza. Evitando ogni discriminazione (questo dice anche Ratzinger nei suoi documenti ndr). Però, non possiamo dimenticare che la dimensione del peccato esiste ed è la condizione in cui si trovano a vivere tutti gli uomini e le donne».

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Andrea Miluzzo
Sono nato a Catania il 9 gennaio 1987 e ho una laurea in Lettere Moderne. Finita l'università sono partito per Firenze, città in cui attualmente vivo. Qui, nel dicembre 2013 mi sono specializzato in Filologia Moderna. Nel luglio 2014 ho ideato il progetto di LGBT News Italia, nato prima come semplice Pagina Facebook. Poi, a ottobre 2014, è nato il sito web di cui attualmente sono responsabile.

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