Ecco il regalo che avete fatto alla Meloni condividendo il suo post

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Io comprendo con tutto il cuore e conosco l’odore del sangue che gonfia le vene inferocite nel leggere certe latrinate dettate dal mix del peggio dell’ideologia fascista, nazista, santoinquisitoria, con un pizzico di Isis flambè. Ma per fare una lotta e raggiungere un obiettivo non si agisce di pancia, si ragiona di testa. Non vi è bastato creare il fenomeno Ad _ _ _ _ fi, costruire la sua carriera, quando non era nessuno e cominciavate a condividere le sue idiozie, a commentarle, a indignarvi, a frequentare la sua pagina con la stessa frequenza di un cesso. Vedete dove lo avete mandato? Nelle trasmissioni di approfondimento politico, quali SkyTg24, come contraddittorio della Cirinnà, come se rappresentasse qualcuno, se non una manciata di bigotti da strapazzo, zombi nati nel medioevo, in cerca di nuove streghe da impalare e da bruciare. Non vi siete ancora scottati e continuate a parlarne, a citare in continuazione questi personaggi con smania quasi ossessiva. E costringete perfino me – che di questa gentaglia non me ne frega nulla perché, considerando che hanno il seguito di uno 0,5% di Italiani (che tra l’altro s’affossano da soli per l’atrofia linguistica e per la capacità di ragionamento logico di un cactus secco) non li reputo un pericolo per il riconoscimento dei nostri diritti – costringete perfino me, dicevo, a parlarne e a nominarli per la terza volta in 28 anni.

Attenzione però. Quello che sto per dirvi vale per gli omofobi di professione, quelli che cioè hanno deliberatamente deciso di fondare la loro carriera sull’omofobia, non per chi vi incappa di tanto in tanto. Questi ultimi, sì, vanno denunciati. In ogni caso è sempre meglio condividere un articolo che commenta quelle frasi piuttosto che direttamente il post dell’omofobo.

Cerchiamo di capire, dunque, qual è il loro gioco con un esempio concreto e vediamo come si servono di voi.

Il gioco si chiama “Chi la spara più grossa?” e partono a turno: Povia “I terremoti sono provocati dalla gente che si sposta sulla crosta terrestre”; Giovanardi: “Le alluvioni a Modena sono provocate dalle nutrie che scavano le tane sui letti del fiume”; Meloni: “I matrimoni gay costano troppo”. E voi tutti indignati per questi quattro sfigati, a condividere i post grondanti della loro omofobia. E pubblicizzate, senza nemmeno pretendere emolumenti, i loro sproloqui, disseminando, senza volerlo, un’incredibile campagna antigay che loro sarebbero incapaci di veicolare con mezzi propri.

Non ci credete? Guardate un po’.

Proviamo a misurare il successo di un post attraverso like e condivisioni.

Ecco i like agli ultimi 15 post nella pagina Facebook della Meloni, arrotondati per difetto: 470; 1.400; 1.300; 1.700; 230; 1.000; 200; 890; 630; 470; 1.400; 620; 940; 590; 980. Le condivisioni in genere sono inferiori alle 50, tranne in un paio di casi.

Quanti like pensate che abbia dunque il suo post omofobo che sta in mezzo a questi 15? Rientrerà nell’ordine di un migliaio direte. E invece no. Sono ben 13.500, ovvero, quasi 1000 like in più della somma dei like dei 15 post precedenti.

E le condivisioni? Rientreranno nell’ordine di una cinquantina direte. E invece sono 3.150. E fra queste ci sono le vostre. Quelle che hanno consentito a quel messaggio di fare il giro dell’Italia, raccogliendo, grazie alle vostre bacheche, 12.500 like in più rispetto alla media di qualsiasi altro suo post.

like meloniConsiderando dunque che un politico, generalmente, fa politica per assicurarsi un lavoro e uno stipendio, e che per essere eletti occorre consenso, voi create il consenso dei vostri carnefici, perché, diffondendo le loro idiozie, comunicate al mondo che “se uno odia i gay deve votare la Meloni”. E così avete permesso alla Meloni di assicurarsi altri 5 anni di mega stipendio e di mega vitalizio pagati anche da voi.

Due armi ben più potenti avreste a disposizione per distruggere carriere come le sue: una matita e le varie coniugazioni del presente indicativo del verbo ignorare:

io ignoro

tu ignori

egli ignora

noi ignoriamo

voi ignorate

essi ignorano

e gli omofobi di professione restano senza lavoro.

A me dunque non scandalizza la Meloni che giochi sulla pelle degli altri, mi scandalizzano più i gay, le lesbiche, le trans, i trans, che giocano sulla loro stessa pelle, a vantaggio di quelli che giocano sulla pelle degli altri.

Vi voglio bene in ogni caso. Perché so che siete in buona fede. Però ecco, adesso conoscete le regole del loro gioco. E se qualche volta leggerete altre balle clamorose, postate semplicemente “Io ignoro”. Si capirà che state ingoiando un rospo che, però, avrà gli effetti benefici di un vero antibiotico contro l’omotransfobia.

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